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Comuni marchigiani: primi in Italia per sforzo fiscale

Soldi 3' di lettura 13/12/2011 -

Ultimi tra i Comuni del Centro Nord per capacità fiscale ma primi in Italia per sforzo fiscale. Un paradosso soltanto apparente, quello dei Comuni marchigiani, messo in evidenza dal Centro Studi per Cna e Confartigianato, che ha analizzato i dati della Banca d’Italia.



“Secondo la Banca d’Italia” commentano le associazioni artigiane “la capacità fiscale è il gettito teorico di un Comune calcolato sulla base imponibile esistente, considerando aliquote uniformi sul livello nazionale, mentre lo sforzo fiscale è rappresentato dalle entrate tributari effettive dei Comuni, sulla base delle aliquote effettivamente applicate ai contribuenti. Ebbene, fatto 100 il valore nazionale, i Comuni marchigiani denunciano una capacità fiscale pari a 89 e uno sforzo fiscale di 121, di gran lunga il più elevato d’Italia.

Al secondo posto c’è l’Abruzzo con 114. Insomma i marchigiani sono i più tartassati dalle loro amministrazioni comunali, ma in cambio hanno generalmente servizi di ottimo livello”. Lo studio della Banca d’Italia ha ricostruito la capacità fiscale e lo sforzo fiscale effettuati con riferimento all’addizionale all’Irpef, all’ICI e alle entrate relative alla pubblicità e all’occupazione del suolo pubblico (Tosap e Cosap). Le risorse considerate (addizionale all’Irpef, ICI, Tosap e Cosap)”, forniscono un gettito pari al 70 per cento delle entrate tributarie comunali.

Esse rappresentano la quasi totalità delle imposte sulle quali i Comuni possono esercitare l’autonomia impositiva non solo nell’ordinamento attuale ma anche in quello che verrà realizzato con l’attuazione del federalismo municipale, così come disegnato dal decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011” La distribuzione della capacità fiscale rispecchia la concentrazione delle basi imponibili nel Centro e nel Nord: così, i Comuni della regione più ricca (la Lombardia) possiedono nel caso dell’addizionale all’Irpef una capacità fiscale più che doppia (indice pari a 129) di quelli della regione più povera (la Calabria: indice pari a 59). Lo sforzo fiscale tende invece a presentare i livelli massimi nei Comuni turistici o caratterizzati da una forte presenza di seconde case e da molte imprese e strutture produttive, anche perché in questi Comuni più alta è l’esigenza di servizi pubblici di buon livello. Questo spiega almeno in parte perché i comuni delle Marche siano nettamente in testa alla graduatoria dello sforzo fiscale, nonostante per capacità fiscale risultino tra le regioni meno “rilevanti”, comunque precedute da tutte le altre regioni del Centro-Nord. Insomma, i contribuenti marchigiani sono più tartassati dai Comuni perché più produttivi.

“Non vorremmo” concludono Cna e Confartigianato “che siccome i Comuni delle Marche hanno dato ampia prova di essere capaci di sostenere uno sforzo fiscale ben superiore alla loro capacità fiscale, vengano penalizzati, con il federalismo fiscale, nel ricorso ai fondi perequativi e siano costretti ad continuare a avvalersi più degli altri di questa straordinaria capacità di leva fiscale sui loro cittadini. Sarebbe una vera e propria beffa fiscale”


   

da Cna e Confartigianato






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2011 alle 12:57 sul giornale del 14 dicembre 2011 - 1430 letture

In questo articolo si parla di confartigianato, economia, cna

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