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Autotrasporto, Confartigianato: 'Il 2011 è stato un anno pesantissimo. In due anni 400 chiusure'

Gilberto Gasparoni 3' di lettura 13/12/2011 -

Dopo diverse sollecitazioni dei dirigenti locali, anche marchigiani, mercoledì 14 a Roma si terranno gli stati generali dell’autotrasporto indetto dall’UNATRAS, la Federazione che raccoglie l’adesione di 70.000 delle 100.000 imprese vettoriali operanti nel settore.



Una grande assemblea dei presidenti regionali e provinciali delle Associazioni Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Fai, Sna Casartigiani. I 5 presidenti di Confartigianato Trasporti delle Marche, accompagnati dai componenti la segreteria regionale Gilberto Gasparoni e Giorgio Menichelli parteciperanno all’incontro presentando la richiesta di indizione di un fermo nazionale del settore sia per il grave comportamento del Governo che non riceve i rappresentanti del settore che per le pesanti ripercussioni derivanti dai contenuti del decreto salva Italia. Il 2011 è stato l’anno terribile per l’autotrasporto. Le aziende continuano a chiudere strette tra il caro gasolio, l’aumento smodato dei costi di esercizio, regole non rispettate, tempi di pagamento infiniti. Le imprese stanno chiudendo o rischiano il fallimento a causa del calo del lavoro, dei servizi sottopagati o addirittura mai pagati in quanto i committenti da una posizione di forza impongono al vettore prezzi che non permettono di operare nella legalità. In 400 nella Regione negli ultimi due anni hanno chiuso i battenti.

Confartigianato Trasporti delle Marche afferma il presidente ed il segretario regionale Elvio Marzocchi e Gilberto Gasparoni ribadiscono la necessità di un fermo nazionale ed unitario per rimuovere l’immobilismo del Governo sulle problematiche del settore. Confartigianato stigmatizza il continuo aumento delle accise e i crescenti profitti delle compagnie petrolifere, tanto chè i carburanti sono un ulteriore prelievo dalle tasche dei cittadini e degli imprenditori. Aumenti che si aggirano sul 23% per il solo gasolio nel corso del 2011. Una politica questa del caro carburanti che affossa l’autotrasporto di merci e quanti lavorano con autoveicoli. L’aumento delle accise afferma il presidente di Confartigianato Trasporti Elvio Marzocchi, produce il duplice effetto di compromettere la già precaria situazione finanziaria delle aziende e di aumentare i costi di esercizio che le imprese non riusciranno a ribaltare sul mercato; il cartello dell’industria assicurativa che impone prezzi fortemente aumentati rispetto all’anno precedente e sul quale non è stata presa alcuna iniziativa; la inopportuna e sbagliata posizione dell’antitrust che mira all’abolizione dei costi per la sicurezza; l’aumento delle giornate di divieto di circolazione per i mezzi pesanti; nessuno può ragionevolmente pensare che l’autotrasporto italiano sia in condizione di sostenere il peso di una situazione così drammatica. L’autotrasporto, aggiunge il segretario di Confartigianato Trasporti Gilberto Gasparoni è pronto a fare la sua parte di sacrifici per il Paese ma è necessario che il Governo ci convochi in tempi strettissimi per discutere e trovare le migliori soluzioni nell’interesse generale e del settore del trasporto merci.

In assenza di un incontro tempestivo il gruppo dirigente di Confartigianato Trasporti delle Marche ha deciso di richiedere il fermo del settore data la gravità in cui versa l’intero il comparto, invitando l’Unatras nazionale ad assumere analoghe ed immediate decisioni. I 5.500 vettori marchigiani con 13.000 occupati stanno rischiando di chiudere in blocco o di soccombere per la carenza di lavoro e per i costi in continua crescita, che non permettono alle aziende di stare sul mercato e di poter erogare i servizi di trasporto in queste condizioni






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2011 alle 16:50 sul giornale del 14 dicembre 2011 - 1370 letture

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