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Castelplanio: assume in nero un suo connazionale clandestino e sfrutta la sua manodopera

Carabinieri Stazione di Castelplanio 2' di lettura 11/12/2011 -

Un cittadino cinese di 38 anni, Z.X. le sue iniziali, in regola col permesso di soggiorno e titolare di un laboratorio artigianale per la produzione di indumenti e maglieria nella zona borgo Loreto, è stato tratto in arresto dai Carabinieri della Stazione di Castelplanio per aver occupato alle proprie dipendenze, sfruttando il suo stato di clandestino, un suo connazionale privo del permesso di soggiorno.



L'uomo, impegnato per più ore di lavoro senza i dovuti riposi, veniva sfruttato dal datore di lavoro senza un regolare contratto di lavoro e senza paga sindacale. Inoltre lo stesso era ospitato, previo pagamento di vitto e alloggio, in dei locali attigui al laboratorio ove erano stati ricavati dei fatiscenti alloggi. Non solo. Dai controlli effettuati dai militari di Castelplanio guidati dal Maresciallo Bauco Marco nell'opificio, è emerso che la maggior parte dei lavoratori impiegati nella fabbrica, circa 20, era sprovvista di un regolare contratto di lavoro e perciò il personale del NIL (Carabinieri Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ancona), ha emesso il provvedimento di sospensione dell’attività.

Nel laboratorio al momento del controllo si stavano eseguendo dei lavori di rifinitura su capi di vestiario di una prestigiosa casa di moda Italiana, il cui valore commerciale di ciascun capo finito si aggira sui 350/500 euro. Da quanto è stato preliminarmente accertato, al laboratorio cinese il lavoro veniva commissionato da una ditta di Filottrano, gestita da Italiani, che a sua volta aveva avuto l’incarico dalla casa di produzione del capo di vestiario. Per tali circostanze sono in corso verifiche al fine di accertare compitamente la liceità di tali passaggi ovvero far emergere violazioni di natura fiscale.

Sono stati sottoposti a sequestro anche i locali attigui al laboratorio, adibiti a simil-alloggi per i lavoratori. Questi pseudo dormitori erano in pessime condizioni igienico sanitarie, con sporcizia e carenze strutturali tali da non essere assolutamente idonei alla vivibilità da parte di essere umani.

Il titolare del laboratorio dopo l’arresto è comparso davanti al Tribunale di Ancona dove, previa convalida dell’arrestato, è stato ammesso ai benefici di Legge in attesa del Processo. Il Clandestino è stato avviato alla Questura di Ancona per la procedura di esplulsione dal territorio Nazionale. Il laboratorio è rimasto in sequestro e personale della ASL sta conducendo accertamenti al fine di risalire alla regolarità delle varie autorizzazioni, permessi, concessioni e agibilità.

Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri del NIL al fine di ricostruire le posizioni lavorative dei cinesi, con accertamento dell’entità del periodo di sommersione e dei relativi omessi tributi versati agli Enti Competenti. Sono, infine, in corso accertamenti di natura fiscale con il coinvolgimento degli organi competenti al fine di risalire all’entità di evasione al fisco.








Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2011 alle 17:46 sul giornale del 12 dicembre 2011 - 4830 letture

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