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Confartigianato e Cna Trasporti: 'Il caro carburanti uccide l'autotrasporto'

Confartigianato e Cna Trasporti 2' di lettura 07/12/2011 -

Su sollecitazione anche dei gruppi dirigenti di Confartigianato Trasporti e Cna Fita delle Marche, l’UNATRAS, la federazione che raccoglie l’adesione delle principali Associazioni dei vettori tra queste anche di Confartigianato e Cna e che rappresenta in Italia 70.000 autotrasportatori, ha protestato per il continuo aumento delle accise sui carburanti che sta “uccidendo” l’autotrasporto di merci e le imprese che operano con gli autoveicoli.



L’aumento delle accise affermano i presidente regionali di Confartigianato trasporti e Cna Fita Elvio Marzocchi e Olindo Brega, che produce il duplice effetto di compromettere la già precaria situazione finanziaria delle aziende e di aumentare i costi di esercizio che le imprese non riusciranno a ribaltare sul mercato; il cartello dell’industria assicurativa che impone prezzi triplicati rispetto all’anno precedente agli autotrasportatori e sul quale non è stata presa alcuna iniziativa; la inopportuna e sbagliata posizione dell’antitrust che mira all’abolizione dei costi per la sicurezza; l’aumento delle giornate di divieto di circolazione per i mezzi pesanti; nessuno può ragionevolmente pensare che l’autotrasporto italiano sia in condizione di sostenere il peso di una situazione così drammatica.

L’autotrasporto, aggiungono i segretari regionali di Confartigianato Trasporti e Cna Fita Gilberto Gasparoni e Riccardo Battisti, è pronto a fare la sua parte di sacrifici per il Paese ma è necessario che il Governo ci convochi in tempi strettissimi per discutere e trovare le migliori soluzioni nell’interesse generale e del settore del trasporto merci. In assenza di un incontro tempestivo i gruppi dirigenti di Cna Fita e Confartigianato Trasporti delle Marche si riuniranno congiuntamente per decidere le iniziative da intraprendere compreso un eventuale fermo del settore data la gravità in cui versa l’intero settore, invitando l’Unatras nazionale a convocare i propri organi per assumere le decisioni conseguenti che non potranno escludere anche le azioni più estreme. I 5.500 vettori marchigiani stanno rischiando di chiudere in blocco o di soccombere per la carenza di lavoro e per i costi in continua crescita, che non permettono alle aziende di stare sul mercato e di poter erogare i servizi di trasporto in queste condizioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2011 alle 16:38 sul giornale del 10 dicembre 2011 - 774 letture

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