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Governance e qualità del Sistema scolastico, Luchetti: 'Riflessione quanto mai opportuna'

Governance e qualità del Sistema scolastico 5' di lettura 02/12/2011 -

“Una riflessione sul sistema scolastico è quanto mai opportuna, specialmente in questo periodo che giunge dopo un triennio cruciale che ha portato a una profonda riorganizzazione e che ha inciso pesantemente nel mondo della scuola con i tagli imposti dal Ministero”. Questa la dichiarazione dell’assessore regionale all’Istruzione, Marco Luchetti, intervenuto all’incontro-dibattito su Governance e qualità del sistema scolastico che si è svolto oggi, ad Ancona, nell’Auditorium dell’IIS “Vanvitelli-Stracca-Angelini”.



Aree di eccellenza e criticità, divario tra Nord, Centro e Sud, miglioramento dei livelli di competenza degli studenti, valorizzazione della funzione dirigenziale e docente. Sono questi i temi che sono stati trattati. La manifestazione, promossa dall'Assessorato all'Istruzione della Regione Marche e dalla Direzione generale dell'Ufficio scolastico regionale e rivolta ai dirigenti delle scuole statali e paritarie, ha offerto l’occasione anche per una riflessione sulle recenti misure di stabilizzazione della finanza pubblica e utili elementi per l’individuazione di strumenti volti a migliorare il livello di funzionamento delle istituzioni scolastiche e l’adeguamento delle attività didattiche ai bisogni formativi che derivano dall’evolversi delle dinamiche culturali, sociali e produttive del territorio.

“In questo contesto – ha continuato Luchetti - rivendichiamo la piena applicazione del Titolo V della Costituzione, affinché gli enti locali possano attuare quelle politiche che rispondano meglio alle esigenze del territorio. Ciò vale a buon diritto per la scuola, settore in cui le Marche hanno sempre dimostrato di essere un esempio virtuoso a livello nazionale”.

“Come Regione – ha detto l’assessore – ribadiamo l’importanza del legame stretto tra scuola e territorio. In particolare, il richiamo è alla creazione di sinergie tra mondo scolastico e tessuto produttivo e imprenditoriale per rendere più agevoli i percorsi di formazione e di inserimento lavorativo per i giovani una volta completato il loro percorso d’istruzione. E’ sui giovani, infatti, che deve riversarsi il nostro impegno. Dobbiamo fare in modo, che le conseguenze della crisi che stiamo vivendo non nuocciano alla loro crescita scolastica e al loro futuro. Per migliorare l’efficienza complessiva del sistema educativo è necessario condividere pensieri, idee, immagini, strategie e decisioni. Occorre credere nel dialogo perché c’è bisogno di raggiungere un livello di condivisione per cui tutti si sentano coinvolti. In questo senso, mi sento di rivolgere un appello anche ai dirigenti scolastici e a tutti gli insegnanti. A loro e alle istituzioni spetta il compito di ridare fiducia recuperando il senso della scuola, non considerandola solo come un obbligo ma come ricchezza nel cammino di crescita e responsabilità civile”.

“C’è la necessità - ha sottolineato il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Michele Calascibetta - di concentrarsi sulle condizioni organizzative territoriali per rendere l’applicazione delle politiche formative generali ancora più efficaci. È mancato, in questo senso, uno strumento essenziale, quel Consiglio scolastico regionale, previsto dalla riforma dell’amministrazione scolastica periferica ma mai attivato che, al di là della buona volontà dei singoli, avrebbe potuto rappresentare il luogo fisico della governance, dove tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione del sistema scolastico avrebbero avuto l’opportunità di incontrarsi e definire insieme la politica territoriale della scuola”.

All’incontro è intervenuto anche Alfonso Rubinacci, coordinatore del comitato scientifico di “Tuttoscuola”, collaboratore del coordinamento delle Regioni per l’Istruzione e già capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha focalizzato l’attenzione sulla realtà marchigiana, partendo dall’ultimo rapporto di Tuttoscuola, in cui “le Marche occupano nella graduatoria generale, l’8° posto, comunque tra le nove regioni che si collocano al di sopra della media nazionale. E se scendono al 14° per quanto riguarda la macroarea ‘organizzazione e servizi’, occupano però il 3° posto per quanto riguarda i ‘risultati scolastici’ e la dispersione scolastica e il 4° per i livelli di apprendimento e il numero di diplomati”. “Ciò che emerge però, più in generale, dal rapporto - ha concluso - è una situazione caratterizzata, su tutto il territorio nazionale e in ciascuna regione, da un andamento a macchia di leopardo. È indispensabile, dunque, per rilanciare e ridare energia al sistema scolastico, un nuovo progetto politico sulla scuola e il ripristino di una costruttiva collaborazione tra Governo, Regioni e Autonomie locali per creare quella ‘regia condivisa’ in grado di sostenere congiuntamente lo sviluppo del sistema educativo e prevenire le sperequazioni al suo interno con la diffusione sistematica sul territorio di azioni di supporto e sviluppo”.

Infine, il responsabile del settore anagrafe scolastica della Regione Toscana, Rino Picchi, il quale ha posto l’urgenza di stabilire un nuovo rapporto tra enti locali e autonomie scolastiche, che mira a una politica della qualità del servizio fondata su una valutazione capillare dei risultati più che su una mera gestione amministrativa: “Il rischio del federalismo scolastico – ha sostenuto – non sta nel permanere del centralismo statalista del Ministero ma nell’incapacità delle autonomie territoriali di esercitare le competenze ad esse trasferite. Di qui il vero obiettivo che sta nella capacità di ‘fare rete’ attraverso strumenti consortili che permettano di individuare le modalità per la migliore gestione del servizio sul territorio”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2011 alle 14:22 sul giornale del 03 dicembre 2011 - 1120 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche

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