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Residenze socio sanitarie per anziani, Cat: 'Una chiarezza non più rinviabile'

anziano 2' di lettura 29/11/2011 -

A più riprese il Comitato Associazioni Tutela (CAT), l’organismo che raccoglie 14 organizzazioni di volontariato e di utenti operanti a livello regionale ha sollecitato la Regione Marche ad intervenire riguardo la regolamentazione delle residenze sociosanitarie rivolte ad anziani non autosufficienti (Residenze sanitarie assistenziali e Residenze protette). In queste strutture sono accolti circa 5000 anziani malati.



Per quanto riguarda le Residenze sanitarie assistenziali (circa 850 posti attivi) si assiste – a causa della lacunosa regolamentazione regionale – ad una grande difformità nel loro funzionamento. I pochi punti fissati dalla regione sono spesso disattesi a livello territoriale. Ad esempio, dopo 60 giorni di permanenza – a determinate condizioni – può essere prorogato il regime di gratuità. Quasi sempre invece sia nelle Rsa pubbliche che in quelle private tale indicazione viene disattesa attraverso un automatismo amministrativo e non a seguito di valutazione.

Differenze tra le strutture riguardano anche gli standard di personale, la tipologia di utenza, i criteri con cui si definisce l’aumento del 25% della quota a carico degli utenti (41,25 euro giorno invece di 33), le prestazioni alberghiere assicurate, i farmaci erogati dalla struttura e quelli a carico del cittadino. Così come indefinito rimane il criterio di permanenza e di dimissione. Una situazione che ha fortissime ripercussioni sull’utenza e sul sistema dei servizi territoriali. In questa situazione si attende da almeno sette anni la definizione da parte della Regione degli strumenti valutativi che le Unità valutative dell’Asur devono adottare al fine della determinazione dei criteri che definiscono l’accesso ai servizi residenziali. Una situazione nella quale viene esaltata la massima discrezionalità, funzionale a comprimere la domanda secondo le esigenze dell’attuale offerta.

Unità valutative rispetto alle quali si è ripetutamente chiesto alla Regione di verificarne le modalità di funzionamento. Per quanto riguarda le residenze protette (circa 4200 posti autorizzati, 3400 convenzionati) risulta che ancora non è stato trasferito alle residenze il finanziamento aggiuntivo previsto a partire dal mese di ottobre del 2010 e poi da gennaio 2011. Ciò contribuisce a determinare l’aggravio delle tariffe a carico degli utenti che – nonostante le indicazioni regionali prevedano, a determinate condizioni, un massimo di 41.25 euro – lievitano verso livelli sempre più alti arrivando a cifre vicino o superiori ai 50 euro al giorno. A ciò si aggiungono il problema dei contratti cui sono sottoposti gli utenti in ingresso che prevedono – in molti casi – caparre molto sostanziose. Da tempo il Comitato chiede di discutere questi aspetti con l’amministrazione regionale. Confronto al quale ad oggi la Regione si è sottratta.


   

da Comitato Associazioni Tutela




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2011 alle 18:51 sul giornale del 30 novembre 2011 - 1288 letture

In questo articolo si parla di attualità, Comitato Associazioni Tutela, residenza sanitaria assistenziale

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