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comunicato stampa

Falconara: Sansò (DC), ex Fanesi una fondata speranza di recupero?

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Si sono spenti da poco i clamori della recente “ giustificazione” della Ns Amministrazione comunale” nei confronti della cittadinanza e c’è CHI ha così creduto di alzare la voce e vessilli per la vittoria ottenuta e c’è CHI invece si stà leccando le ferite di una “scontata battaglia persa”, forse illuso di “colpire al fianco” i Ns attuali amministratori che si sono subito precipitati a responsabilizzare “passate figure” che si erano illuse di un sogno maturato, volando in alto,  a bordo di una mongolfiera gonfia solo d’aria.

Ed ecco ora sorgere altre voci, più o meno chiare, sommesse, battute, richieste, sottolineature più o meno incisive, più o meno tendenziose, verso l’attuale, ultima Amministrazione comunale.

Stà di fatto e nessuno lo può negare, che i progetti sul tappeto, da avviare, istruire, coordinare, realizzare e portare a termine, stando le previsioni di “ultimo grido”, sono una miriade: noi, nel Ns piccolo, desideriamo al momento, caldeggiarne solo uno: il progetto Fanesi, o meglio quello che era nato originariamente come “il teatro Fanesi”.

Solo ieri era una ripetizione di impotenza: oggi, è una realtà deprimente, l’espressione del degrado irreversibile, il quadro dell’abbandono. Noi vogliamo credere in qualche cosa di diverso, crediamo e ci aspettiamo qualche cosa di concreto.

“ In tanti bei paesi sorgono teatri e quella città che n’è priva è reputata una meschina città” . Così recitava il “Milizia”.

Condividiamo: è una esigenza che si impone in una cittadina per dare un nuovo assetto urbano e riaffermare una ricchezza artistica “capitale reale di una sapiente politica di gestione, valorizzazione del territorio e delle sue infrastrutture recettive con un immancabile ritorno per l’ economia locale”.

Non chiediamo al Sindaco –Podestà Brandoni- soffitti a cristalli, balconate doppie e gradinate, ampia platea, due ordini di palchetti, sovrastati da loggione, plafone lunettato e ampi spazi per i ridotti, ma una realtà che sia ben diversa da una IMPOTENZA CONGENITA al sistema della “filosofia italica” : tutto ciò che non dà un profitto” , in questo modo di intendere economia e società, NON DEVE ESISTERE.

Il teatro è un SIMBOLO: è una parte integrante del costume, della cultura, della vita, del vivere sociale.

Il teatro a Falconara deve tornare a vivere e noi ci appoggiamo al buon senso e alla speranza e non possiamo pensare alla sola provvidenza perché pensiamo a uomini saggi ,ben disposti a lasciare da parte il disinteresse e l’incompetenza: binomio lesivo del patrimonio culturale di una comunità che avvilisce e mortifica.

Oggi la “struttura del corpo di fabbrica è fumosa e ambigua”ed è un vuoto nel cuore falconarese, ma noi auspichiamo la sua “ costruzione conforme ad un progetto che lo sappia far rivivere” che coinvolga tutte le energie e sinergie per il suo TOTALE RECUPERO.

Sappiamo che non è impossibile e crediamo che con la sensibilità di uomini saggi, che auspichiamo presenti in questa Amministrazione, si possa leggere che la nostra speranza era fondata.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2011 alle 18:11 sul giornale del 28 novembre 2011 - 1244 letture