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Fano: erano falliti ma vendevano auto inesistenti. Arrestati madre e figlio

Guardia di finanza 2' di lettura 12/11/2011 -

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro, al termine di una complessa attività investigativa durata più di un anno denominata “Family Trick”, hanno arrestato madre e figlio, titolari di un autosalone di Fano, per concorso in bancarotta fraudolenta. Il provvedimento, disposto dal gip del Tribunale di Pesaro Lorena Mussoni, ha previsto la custodia cautelare nel carcere di Villa Fastiggi per l’uomo e gli arresti domiciliari per la madre.



I due, attraverso un ben collaudato meccanismo di raggiro, prima e dopo il fallimento della loro azienda, sono stati capaci di accaparrars nel tempo ingenti somme di denaro a danno di numerosi clienti, lucrando circa un milione di euro. Le vittime del raggiro si vedevano offrire virtuali opzioni di acquisto su autovetture che, nella realtà, non si trovavano neppure nella disponibilità dei due venditori.

Non solo, ai malcapitati, invogliati dal vantaggioso prezzo di acquisto, veniva richiesta una corposa somma a titolo di caparra, senza poi, naturalmente, giungere mai alla consegna del veicolo. In qualche altra occasione, al danno si è aggiunta la beffa: i due astuti complici, sempre con l’intento di accattivarsi la fiducia del cliente, accordavano le permute dell’usato, che provvedevano a vendere e ad incassarne l’ammontare, avendo proceduto prima a intestare alla loro azienda la proprietà delle vetture. Emblematico e significativo è il caso di un fanese che, lusingato dalla promessa dell’acquisto di una Porsche Cayenne, ha dato in permuta la propria Ferrari unitamente ad un cospicuo anticipo di 37 mila euro. Come se non bastasse, la coppia ha avviato numerose pratiche di concessione di finanziamenti, intascandone le somme relative.

Ma il lavoro svolto dalle Fiamme Gialle di Pesaro ha consentito di stroncare l’attività criminale di madre e figlio. A seguito delle operazioni di perquisizione eseguite presso le abitazioni e all’interno degli automezzi in uso ai due, è stata rinvenuta un'ampia documentazione ritenuta di fondamentale importanza per l’accertamento dei fatti ed a comprova degli stessi. In caso di condanna i due rischiano una pena detentiva fino a 10 anni di reclusione.






Questo è un articolo pubblicato il 12-11-2011 alle 10:54 sul giornale del 14 novembre 2011 - 1077 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, fano, guardia di finanza

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