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Ridimensionamento scolastico: intervengono i sindacati

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Tagli delle autonomie scolastiche, nelle Marche si rischia di andare oltre rispetto a quanto chiesto dal Ministero. A segnalarlo con preoccupazione le sigle sindacali Cisl Scuola, Flc/Cigl, Uil Scuola, Snals Confsal che da mesi chiedono, “in un contesto caratterizzato da incertezza e a volte da conflittualità”, maggiore coinvolgimento e dialogo con le amministrazioni locali.

“Ad oggi ci sembra di rilevare che in alcuni casi Comuni e Province stiano mettendo a punto piani che vanno spesso molto al di là delle stime ministeriali -sottolineano i sindacati- dando così origine ad Istituti sovradimensionati rispetto ai parametri indicati dalle norme. Si apre quindi il dibattito sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche e sull'applicazione delle norme che impongono nel primo ciclo d’istruzione la generalizzazione del modello degli istituti comprensivi. Regioni, Province, Comuni stanno procedendo - in attuazione dell’art. 19 del decreto-legge 98/2011 (disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria) – all’aggregazione delle attuali Direzioni Didattiche con gli Istituti Secondari di I grado, adottando in modo generalizzato il modello degli Istituti Scolastici Comprensivi, da costituire sul parametro dei 1.000 alunni per istituto.

L'operazione però mostra luci e ombre e aspetti a dir poco controversi, a partire dal fatto che sui provvedimenti da adottare si registra ancora una volta il conflitto di competenze fra Stato, Regioni e Autonomie Locali. E se da un lato la Conferenza Unificata delle Regioni propone comunque l'apertura di un confronto, chiedendo in sostanza una gradualità nell'attuazione del piano, pur assumendone gli obiettivi di contenimento di spesa, dall’altro il Ministero della Pubblica Istruzione propone autonomamente una sua elaborazione, in cui individua il numero ottimale di istituti comprensivi da costituire a livello provinciale e regionale. (Per le Marche le tabelle Miur chiedono la disattivazione di 12 autonomie).

“Più che il rispetto di numeri ottimali -auspicano i sindacati- chiediamo che il criterio che dovrà guidare le scelte con cui si disegna l’offerta formativa sul territorio sia basato sulla qualità didattica ed organizzativa e non sia sottomesso a miopi logiche localistiche. Serve a poco o a nulla, e può solo accentuare il disagio delle scuole, se la ristrutturazione della rete scolastica rimane una banale operazione di taglio. Può essere invece l’occasione, se gestita con intelligenza e lungimiranza, per una più equilibrata distribuzione del servizio sul territorio, finalizzata a prevenire alcune punte di criticità (come le classi congestionate) oggi purtroppo ricorrenti. Sarebbe un bel modo, anche questo, per recuperare il senso e la prospettiva di una vera politica scolastica di cui da troppi anni ormai il Paese soffre la mancanza, che parta dal coinvolgimento di tutte le componenti sul territorio in una logica di ascolto e di confronto. Sarebbe un bel modo, anche questo, per voltare finalmente pagina”.

CISL Scuola Anna BARTOLINI
FLC CGIL Scuola Manuela CARLONI
UIL Scuola Claudia MAZZUCCHELLI
SNALS Confsal Paola MARTANO



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2011 alle 17:31 sul giornale del 11 novembre 2011 - 879 letture