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Radicali: 'La Commissione Globale per le politiche sulle droghe su posizioni antiproibizioniste e non repressive'

radicali marche 3' di lettura 07/11/2011 -

Consigliere D'Anna e droghe. La “Commissione Globale per le politiche sulle droghe” su posizioni antiproibizioniste, non repressive. Dichiarazione di Matteo Mainardi, presidente Radicali Marche e Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.



Il Consigliere Giancarlo D'Anna ha presentato in data 12 maggio 2010 la Mozione “Campagna di sensibilizzazione, controllo e repressione del fenomeno droga” che verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio Regionale. Questa impegnerebbe la Giunta Regionale su tre fronti: sensibilizzazione, sostegno e repressione. Seppur i primi due punti sono sicuramente importantissimi ed urgenti, quella della repressione non è la strada giusta per affrontare il fenomeno sociale rappresentato dalla droga come afferma il lavoro della Global Commission on Drug Policy, una commissione formata, inizialmente, da 19 membri, fra i quali Kofi Annan, Fernando Henrique Cardoso, Javier Solana, Mario Vargas Llosa e altri.

La Commissione ha presentato nello scorso giugno un documento dotato di una bibliografia scientifica e di dati di fonte Onu (riportati in parte anche dal Consigliere D'Anna) nel tentativo di mettere i potenti del mondo, e l'opinione pubblica, di fronte all'evidenza del fallimento della guerra alla droga: "La guerra alla droga non è stata, e non può, essere vinta". Per dimostrare tale fallimento la Commissione presenta i dati del consumo di droghe, nel mondo, nell'ultimo decennio: uso degli oppiacei cresciuto del 35%, di cocaina del 27%, di cannabis dell'8,5%.

Afferma: "La scala globale dei mercati di droga illegale, ampiamente controllati dal crimine organizzato, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare in questo periodo. […] una analisi dei soli ultimi dieci anni mostra un esteso mercato crescente e dimostra il fallimento della guerra alla droga". Dal 1971 ad oggi, investendo nella "war on drugs" si sono eradicati con lanci di pesticidi dal cielo milioni di ettari coltivati, si sono armati eserciti e dipartimenti, si sono effettuati milioni, forse miliardi, di perquisizioni, arresti, processi, esecuzioni; si sono gestiti giri multimiliardari di denaro sporco, collegati ai mercati paralleli di armi ed esseri umani, si sono ingrassate le organizzazioni criminali di tutto il mondo. A fronte di questo massiccio dispiegamento di forze e di risorse, i risultati dimostrano quello che era già evidente, cioè che la proibizione e la persecuzione punitiva di una sostanza, così come di un comportamento, aumenta l'uso ed alza i prezzi creando disordini; in più, con l'uso delle forze dell'ordine e di operazioni di polizia rivolte ai consumatori e ai piccoli spacciatori, cresce l'uso problematico e la tossicodipendenza.

La Commissione non propone di dismettere la lotta ai narcotrafficanti; suggerisce anzi che le operazioni di polizia si concentrino, con maggiore efficacia, sui responsabili e sui capi delle organizzazioni, su tutte quelle collusioni tra narcotrafficanti, politici, eserciti, forze dell'ordine, che affogano le democrazie nella corruzione come ben è reso evidente dai tristi casi di Messico ed Afganistan, invece di accanirsi sui piccoli spacciatori di strada, che spesso sono o tossicodipendenti o extracomunitari alla fame, o sui poveri contadini andini o asiatici oppressi e intimiditi, o su miliardi di semplici cittadini consumatori che hanno, casomai, bisogno di politiche di sviluppo e non di galera.

Il secondo principio, dei quattro che la Commissione sintetizza, sembra riguardare molto da vicino l'Italia: le politiche sulle droghe devono basarsi sui principi dei diritti umani e della salute pubblica. Dobbiamo porre un termine alla stigmatizzazione e alla emarginazione delle persone che usano certe droghe e di quelli che restano coinvolti nei livelli più bassi della coltivazione, della produzione e della distribuzione, e trattare le persone tossicodipendenti come pazienti, non come criminali.

Questo per invitare il Consiglio Regionale ad approvare la Mozione D'Anna emendando gli ultimi due impegni per la Giunta Regionale.


   

da Radicali Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2011 alle 17:15 sul giornale del 08 novembre 2011 - 493 letture

In questo articolo si parla di droga, politica, Radicali Marche

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