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Paolini sui costi della politica: 'Solazzi... tu quoque'

luca paolini 2' di lettura 01/11/2011 -

Solazzi ha iniziato ( ...tu quoque? ) la propria personale “campagna di moralizzazione e riduzione dei costi” della “politica”, partendo dall'alto della (remunerata) poltrona di Presidente della Assemblea legislativa, carica cui non è stato elevato per volontà divina.



Mi sorprende che un “politico” di carriera come lui cada nel populismo tardivo, e in molti casi infondato, della c.d.”anticasta” a senso unico, cioè rivolta solo ai “politici” che, nella stragrande maggioranza dei casi (tra cui non rientriamo ne io, dal 2008, né lui dal 2009 n.d.r.) prendono due soldi e lavorano per “passione” e/o “spirito di servizio”. Dopo la “Bassanini”, la vera “Casta” si nasconde nell'apparato burocratico-amministrativo, con dirigenti che guadagnano come 2 o 3 parlamentari.... Ma veniamo al dunque.

La proposta di “tagliare” i vitalizi va bene, ma per essere seria deve affrontare il “nodo” costituito dalla disparità di trattamento – anche in questo settore - tra “dipendenti pubblici” e “lavoratori autononomi” . Infatti i c.d. “doppi stipendi” si possono riferire ai primi, non certo ai secondi che stipendio non hanno e che, in ogni caso, non gravano sulle casse pubbliche di cui, semmai, sono contribuenti! Le “indennità di mandato” sono fondate sul principio costituzionale di consentire a tutti di poter accedere alle cariche politiche, e non solo ai “ricchi”. Non tutti si chiamano Bugaro o Casoli, che proprio nullatenenti, di famiglia, non erano. Per un lavoratore autonomo non milionario ( es. rappresentante, grafico, artigiano, commercialista, avvocato, ingegnere, geometra, informatico o ragioniere “partito da zero”, e similiari...) stare “fuori dal giro” per 5 anni vuol dire …chiudere o ripartire da capo, cosa non facile a 40/50/60 anni... Al contrario, il dipendente pubblico, da usciere a magistrato, a fine mandato, ha la certezza del posto, della previdenza e della carriera.

Vedi ex Presidente D'Ambrosio, oggi in Cassazione. Fare di ogni erba un fascio significa, di fatto, avere tendenzialmente Organi di rappresentanza politica costituiti solo da Pubblici Dipendenti, e da “ricchi”...!! E' questo che si vuole? Invito pertanto Solazzi e tutti i consiglieri Regionali a legiferare in modo da tenere conto delle citate differenze sostanziali, prevedendo un regime previdenziale e indennitario differenziato per “pubblici dipendenti” - già tutelati – ed “autonomi”, privi di qualsiasi tutela. Si faranno dei risparmi, senza intaccare il principio di eguaglianza


   

da On. Luca Rodolfo Paolini
Segretario Regionale Lega Nord




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2011 alle 13:02 sul giornale del 02 novembre 2011 - 733 letture

In questo articolo si parla di politica, luca rodolfo paolini, Luca Paolini, lega nord

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