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Porto Recanati: i condomini dell'House, 'Basta, su noi solo falsità'

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La Ubaldi e Nardozza con alcuni condomini dell'House

Sono state diverse le occasioni nelle quali il nome Hotel House ha fatto mostra di sè sulle testate giornalistiche. Il fatiscente condominio nel quale convivono più di 40 etnie diverse torna a far parlare di se, ma stavolta è la voce dei condomini che vuole a tutti i costi raccontare una verità spesso celata dietro i crimini, i titoli a caratteri cubitali e il traffico di droga. La voce di chi dentro quelle quattro mura, spesso sbattute in prima pagina, ci vive e ci cresce i propri figli chiede di essere ascoltata. 

Erano molti i condomini dell'Hotel House, che stamattina (venerdì 28 ottobre) si sono raccolti davanti all'ingresso principale del condominio portorecanatese, insieme all'Avv. Maurizio Nardozza ed al sindaco Rosalba Ubaldi per raccontare la loro versione dei fatti, sulle ultime ronde e risse avvenute proprio nel cortile o nei pianerottoli dell'House. "Si è parlato di lotta fra gang e controllo del territorio, ma erano solo falsità" - ha esordito l'Avv. Nardozza, che insieme a Giuseppe Lufrano gestisce uno sportello legale per lavoratori e stranieri a Porto Recanati - "noi oggi presentiamo una lettera a diverse autorità motivando le sommosse dei giorni scorsi, non come lotte tra clan rivali, ma come conflitto tra coloro che vivono onestamente e gli spacciatori che infestano, è il caso di dirlo, il condominio".

Nella lettera che verrà inviata al sindaco di Porto Recanati, Rosalba Ubaldi e poi a Prefettura di Macerata, Comando dei Carabinieri, Comando della Guardia di Finanza, Ministro dell'Interno, si parla di 400 firme raccolte tra i condomini, per richiedere "un controllo più pregnante e decisivo per la lotta alla criminalità che da sempre affligge la nostra realtà" Il condominio è insomma esasperato, e si legge ancora, "è triste leggere che tali comportamenti sono stati addebitati a lotte interne tra faide...tale situazione non fa altro che ghettizzare gli abitanti dell'House". Cosa si chiede dunque? Un piano di emergenza particolare: installazione di telecamere a circuito chiuso collegate alle centrali operative competenti, pattugliamento costante sia dentro che fuori dal condominio o la presenza del carabiniere di quartiere, impianto di allarme presso la portineria, installazione di tornelli e tessere magnetiche per i residenti.

Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati era presente tra i condomini dell'House ed ha ascoltato le richieste alle quali ha risposto risolutamente "Ci siamo già attivati per le telecamere, sebbene solo all'esterno, purtroppo però l'amministrazione comunale non può garantire risposte certe per le altre questioni. Non dimentichiamo che L'Hotel House è una struttura privata, la presenza dei Carabinieri è aumentata e certamente accorrono subito nel caso vengano segnalati dei disordini, ma è il proprietario del condominio che deve pensare alla risoluzione di determinati problemi. Di sicuro è da escludere il farsi giustizia da sè, la parte buona del condominio deve collaborare con le forze dell'ordine perchè è evidente e giusto che i buoni non debbano rimetterci". La Ubaldi non ha risparmiato un commento ai fatti pubblicati sulle testate giornalistiche "Questo tipo di pubblicità, di cui tutti abbiamo colpa, è un danno per l'intera città, sarebbe dunque il caso di abbassare i riflettori ma di alzare il livello di guardia piuttosto, ognuno deve fare quel che può nel suo piccolo". La Ubaldi è stata chiara su quelle che secondo lei potrebbero essere le azioni che scoraggerebbero il crimine, "Il portierato è indispensabile, per non far entrare chi non dovrebbe, se agiscono all'esterno verranno ripresi dalle telecamere esterne, ma il condominio deve assoluamente fare la sua parte, come era già stato ribadito nell'ultima riunione alla quale io stessa partecipai. I servizi vanno pagati, chi non può per problemi economici, potrà essere aiutato, ma chi non vuole pagare per altri motivi, vada da qualche altra parte dove i servizi vengono forniti gratuitamente".

Cosa ne pensano i residenti? Che chi pensa che l'aiuto da parte delle autorità non sia stato abbastanza celere, chi ribadisce che le parole del sindaco sono giuste ma che è difficile trovare collaborazione tra tutti i condomini. Tutti concordi invece con le parole di Ali Mohammed : "Non siamo spacciatori o violenti, non siamo razzisti, prima di arrivare qua io stesso sono stato sottoposto a tutti i controlli ed ogni volta che cercavo di oppormi alla droga ho trovato delle porte chiuse, ma non vogliamo rovinare i nostri bambini, siamo solo lavoratori che vogliono vivere una vita tranquilla e dignitosa con la nostra famiglia, speriamo ora che le nostre richieste vengano ascoltate"



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... Ali Mohammed spiega le sue ragioni
... La Ubaldi e Nardozza con alcuni condomini dell'House
... Hotel House
... la lettera dei residenti


La Ubaldi e Nardozza con alcuni condomini dell'House

Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2011 alle 17:52 sul giornale del 29 ottobre 2011 - 1341 letture