L'ANMDO in merito alla situazione della Sanità in Regione

medico e medici dell'ospedale 2' di lettura 21/10/2011 -

L’assemblea regionale dell’ANMDO, svoltasi il 19 ottobre 2011, ha approvato alla unanimità un documento inviato alle autorità regionali in cui si denuncia il rischio di scardinamento della organizzazione ospedaliera delle Marche e l’ulteriore assoggettamento dei tecnici ai partiti. Il rischio scaturirebbe dalla applicazione della L.R. 17/2011 e dal nuovo Piano Socio Sanitario Regionale che secondo indiscrezioni prevederebbe lo smantellamento delle Unità Operative Complesse cliniche e di direzione sanitaria ospedaliera attualmente esistenti.



In particolare la recente legge regionale n. 17 del 1 agosto 2011, che ha introdotto nella organizzazione sanitaria regionale le cosi dette “aree vaste” che consistono in una riorganizzazione su base provinciale delle 13 “zone territoriali”, ha introdotto alcuni aspetti preoccupanti. Per quanto riguarda gli ospedali ci si riferisce all’ art.15 che ha previsto un “presidio ospedaliero” unico per ciascuna area vasta con un unico direttore medico ospedaliero. In tal modo si accorpa la funzione igienico organizzativa rappresentata dalle direzioni mediche ospedaliere esistenti in una sola unità operativa provinciale senza aggregare realmente gli ospedali delle singole provincie, anche di notevoli dimensioni e complessità.

All’ art. 16, si sancisce il principio che il direttore medico ospedaliero del presidio unico provinciale è nominato dal direttore di area vasta, che a sua volta è nominato dalla politica (Giunta Regionale). Tali previsioni contrastano con numerose normative nazionali vigenti quali il decreto legislativo 502 del 30/12/1992, il D.P.R. 14/01/97 e con altre normative regionali quali la legge regionale 20 del 2000, il piano sanitario regionale 98/2000, la legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 e le normative concorsuali per la dirigenza medica. Non è pensabile che tutte le funzioni complesse con responsabilità penali, amministrative e contabili, gestite anche in delega, possano essere gestite a distanza in assenza di strutture ospedaliere fisicamente e strutturalmente accorpate.

Tale misura comporterebbe una grave caduta della attenzione alla gestione organizzativa vuoi degli ospedali vuoi dei distretti sanitari ed una ulteriore ingerenza della politica nel campo tecnico. L’ANMDO pertanto chiede la permanenza delle attuali strutture complesse di Direzione Medica ospedaliere in tutti quegli ospedali che presentano i requisiti necessari per il DEA di primo livello, formando così l’ossatura ospedaliera del SSR Marche : Senigallia, Jesi, Osimo-Loreto-Chiaravalle, Fabriano, Camerino e San Severino, Macerata, Civitanova, Ascoli Piceno, San Benedetto, Fermo, Urbino.

Si ritiene corretto invece prevedere, cosa che non è nel testo di legge, un dipartimento delle direzioni mediche di area vasta con funzione di coordinamento e standardizzazione, con un direttore di dipartimento scelto secondo le modalità di legge.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2011 alle 17:26 sul giornale del 22 ottobre 2011 - 899 letture

In questo articolo si parla di attualità, Anmdo, Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere

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