Monte San Vito: Cillo (Pdl), “il Governo Regionale contro la vallesina nelle scelte di politica sanitaria”

Pdl 5' di lettura 21/09/2011 -

La sanità marchigiana è da 15 anni fonte di sprechi ed inefficienze che il centrodestra ha più volte denunciato ad ogni livello: istituzionale, nei mass media e nelle dovute sedi politiche.



Se nel ’99 il comparto costituiva il 60% circa del bilancio regionale, nel 2010 tale percentuale è salita a ben oltre l’80%, senza che i cittadini marchigiani abbiano visti risolti i loro problemi sia a livello territoriale in termini di prevenzione, sia di cura e di intervento sia infine in termini di efficienza ed organizzativi : i tempi di attesa sono per i pazienti troppo lunghi, se confrontati con quelli di Regioni quali la Lombardia e l’Emilia Romagna, le cui “eccellenze” sono di gran lunga superiori rispetto a quelle della nostra Regione.

La dimostrazione più evidente sulle disfunzioni organizzative è stata offerta recentemente dalla deludente esperienza del CUP (centro unico di prenotazione), i cui ritardi di attuazione ed i costi sostenuti costituiscono la dimostrazione palese della incapacità politica ed amministrativa del governo Regionale ed in particolare dell’Assessore alla Sanità Mezzolani di guidare la sanità marchigiana.

Ancor più grave è risultata la organizzazione prima e la riorganizzazione che si vuol realizzare sul piano territoriale per il comparto della sanità regionale.

Infatti per ben 15 anni, 13 sono risultate le zone sul territorio marchigiano con le quali si è voluto gestire il comparto, con costi burocratici, amministrativi e sanitari che potevano e dovevano essere sicuramente contenuti, liberando risorse a favore dei cittadini, e di tutti coloro che necessitano delle dovute cure sia a livello tempistico che di qualità.

Finalmente il governo Regionale si è deciso a ridurre le zone da 13 a 5, anche se non dotate di personalità giuridica come chiesto negli anni dal centrodestra, il che avrebbe consentito alle stesse aree regole tali in grado di determinare le responsabilità del personale tutto ed in particolare di quello dirigenziale, amministrativo, tecnico e sanitario in termini certi e meritocratici, che non significano sottrarle al dovuto controllo della Regione, ma alla sua gestione fino ad ora decisamente deludente e che se protratta nel tempo, come nel caso specifico, determinerà una logica politica di “scaricabarile”.

Le Sedi di tali aree Vaste (1 per provincia), sono state identificate nei rispettivi capoluoghi ad eccezione di Pesaro ed Ancona, le cui Sedi sono state assegnate a Fano e Fabriano in quanto la delibera prevede che nei capoluoghi dove siano presenti strutture ospedaliere di grado elevato e dunque di riferimento, le sedi delle Aree andavano poste in luoghi diversi.

Ma mentre per Fano, la scelta è risultata corretta in quanto è la città più grande ed in posizione più centrale della provincia dopo il capoluogo, Fabriano che trovasi in posizione periferica nella provincia di Ancona, è stata preferita e scelta rispetto a città più grandi quali Jesi e Senigallia, la prima addirittura baricentrica rispetto all’intero territorio Regionale e Provinciale.

Le motivazioni addotte sono risultate decisamente risibili, in quanto si è affermato da parte del Governo Regionale, che Fabriano, al centro di una grave crisi industriale ed occupazionale, otteneva con la sede provinciale dell’area vasta, una compensazione.

E’ questa una giustificazione di natura clientelare a dimostrazione che le scelte e gli indirizzi a livello territoriale non vengono affrontati dalla maggioranza regionale di centro sinistra in termini di obiettività e concretezza, in quanto i dirigenti dei partiti e gli esponenti direttamente impegnati a livello istituzionale, sia comunale che provinciale che Regionale, o hanno taciuto o non sono andati oltre sterili proteste, mostrando così di non essere in grado di difendere i legittimi interessi delle zone di Jesi e Senigallia, in cui operano politicamente e che costituiscono la loro base elettorale.

Ci riferiamo ai Sindaci della Vallesina e della Valle del Misa e del Nevola, in particolare i primi cittadini di Jesi e Senigallia, i Consiglieri Provinciali e Regionali delle rispettive aree e tutti i Dirigenti di partito.

Non solo, aver assegnato la sede dell’area a Fabriano, trattandosi di una scelta inaccettabile ed ingiusta, questa riguarda non solo gli esponenti d’area ma tutto il PD e gli altri partiti della coalizione, nonché i consiglieri e i rappresentanti ad ogni livello istituzionale, in primis il Governatore Spacca.

Questi sono i fatti incontrovertibili che puniscono la vallesina ed i suoi abitanti: non vorremmo che nella prossima riorganizzazione interna al sistema sanitario dell’Area Vasta prevista in autunno e concernente il nostro territorio, questo venga ulteriormente penalizzato e fatto oggetto di scelte cadute dall’alto, non concertate con gli Amministratori locali e dunque non rispondenti alle vere necessità ed esigenze sanitarie dei cittadini della nostra zona.

Al Sindaco Avv. Sartini, come primo cittadino di Monte San Vito, ma in particolare come Consigliere Provinciale eletto nel nostro territorio, chiediamo una coerente posizione politica, informando la cittadinanza su quanto deciso a livello regionale in materia sanitaria per l’area vasta, chiedendo alla Regione di rivedere la decisione assunta, pena le proprie dimissioni.

Se tale sarà il suo comportamento, dimostrando onestà intellettuale, al di sopra ed al di là delle rispettive posizioni politiche, non mancherà l’appoggio della minoranza a cui appartengo sia a Monte san Vito che a livello provinciale, superando ogni posizione politica per il bene della comunità amministrata.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2011 alle 15:57 sul giornale del 22 settembre 2011 - 532 letture

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