Giornate europee del patrimonio, Cardogna: 'Scoprite le Marche tesoro d'Europa'

Adriano Cardogna 2' di lettura 21/09/2011 -

“In questo grande periodo di crisi, economica e dei valori in genere che vede le famiglie italiane sempre più costrette a tagliare le spese superflue, partendo molto spesso dal budget destinato alla cultura e allo svago “formativo”, è necessario riaffermare, insieme agli altri Paesi europei, radici culturali e storiche comuni, utili a tutelare e far conoscere il grande patrimonio culturale del nostro Paese e della nostra regione, vero tesoro d’Europa”.



Queste le parole con le quali il Consigliere dei Verdi in Regione e Presidente della Commissione Politiche comunitarie, Adriano Cardogna, invita i marchigiani e i turisti ancora presenti nelle Marche a vivere e gustare attivamente le giornate del 24 e 25 settembre prossime in occasione dell’evento: “L’Italia tesoro d’Europa”.

L’iniziativa vede il nostro Paese insieme a altri 49 Stati Europei aderire alle Giornate Europee del Patrimonio, istituite ufficialmente nel 1991 per valorizzare le ricchezze culturali e paesaggistiche, con il fine di favorire il dialogo e lo scambio culturale in ambito continentale. “L’iniziativa – afferma il Consigliere regionale Adriano Cardogna, presidente della commissione Politiche Comunitarie – è così importante che nel 1999 il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea ne hanno fatto un’azione comune, con l’obiettivo di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale, per aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti della grande ricchezza che la diversità culturale genera all’interno dell'Europa. In Italia, per l’occasione, saranno aperti gratuitamente al pubblico tutti i luoghi d’arte statali, che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale.

“Con l’ingresso gratuito nei luoghi d’arte e i molti eventi organizzati – conclude il presidente della VI commissione – si potranno scoprire o riscoprire liberamente musei, monumenti o siti archeologici noti e meno noti: dagli archivi di Stato di Ancona, Ascoli, Fermo, Macerata e Urbino, passando per le aree archeologiche di Sassoferrato, Sirolo, Porto Recanati (Potentia), San Severino Marche e Fossombrone, senza tralasciare i teatri romani di Falerone (AP) e Macerata (Helvia Recina) e le Rocche di Senigallia (roveresca) e Gradara (demaniale), concludendo quindi il giro alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino e ai musei archeologici di Ancona (nazionale), Arcevia, Ascoli, Cingoli e Urbisaglia.”


da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2011 alle 17:42 sul giornale del 22 settembre 2011 - 646 letture

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