Cna: le imprese del comparto delle costruzioni rischiano la chiusura

CNA 2' di lettura 21/09/2011 -

La reiterazione delle norme relative al Patto di stabilità mette in grave crisi un comparto gia in fase di recessione, e sta obbligando le comunità locali ad una paralisi dell’attività.



La manovra finanziaria oltre all’aumento delle tasse,e al contenimento della spesa attraverso tagli lineari che stanno deprimendo l’economia del Paese, contiene una misura particolarmente ingiusta e cervellotica che rischia di far chiudere tante piccole e medie imprese sane, con grave danno per il tessuto economico e produttivo.

La reiterazione delle norme relative al Patto di stabilità mette in grave crisi un comparto gia in fase di recessione, e sta obbligando le comunità locali ad una paralisi dell’attività e in questo periodo elimina l’unico sbocco possibile per una ripresa del comparto,che nella nostra provincia eè costituito da 1.500 imprese dell’edilizia e 680 dell’impiantistica, circa 6000 addetti, senza contare l’indotto.

Il patto di stabilità non solo impedisce gli investimenti degli enti locali per realizzare opere infrastrutturali, manutenzioni del patrimonio edilizio, e lavori di ammodernamento dell’arredo urbano ed altro. Ma ,ed è questo la parte più odiosa e incomprensibile del provvedimento, blocca i pagamenti alle imprese che hanno svolto lavori per la Pubblica Amministrazione. Questo provoca la paradossale situazione che un impresa che nel 2010-2011 ha realizzato opere edili , acquistato materiale, utilizzato il conto corrente per pagare contributi e i salari delle maestranze,riceve la richiesta di rientro dai fidi dei conti correnti dalle Banche, intimazioni di pagamento delle aziende creditrici,e richieste da EquiItalia,e contemporaneamente il diniego dei Comuni a far fronte agli impegni presi,insomma si è costretti a fallire.

Il direttivo del comparto delle Costruzioni denuncia questa grave situazione, e chiede alle forze politiche e sociali ad affiancarsi nella giusta e sacrosanta richiesta di rimozione di tale vincolo. Per questo appoggiamo in pieno la protesta dei Sindaci e chiediamo alle Amministrazioni locali la produzioni di ordini del giorno dei consigli comunali,provinciali e regionali e una grande manifestazione nazionale del comparto per sollevare in maniera pressante ed efficace la richiesta di rimozione immediata di tale provvedimento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2011 alle 17:11 sul giornale del 22 settembre 2011 - 815 letture

In questo articolo si parla di attualità, cna