Staffolo: giro delle assunzioni di comodo, i dettagli dell'operazione Atlantide

Pasquale Cerfolio, Carmelo Grasso, Nazzareno Fiori 3' di lettura 20/09/2011 -

E' difficile arrivare alla fine del mese per molti operai costretti alla cassintegrazione, o per i tanti disoccupati e pensionati italiani. Perciò si cercano le più svariate soluzioni per superare la crisi, perfino violare la legge può essere una via d'uscita. E proprio in 155 si sono resi responsabili, in cambio di denaro, di false dichiarazioni dell'emersione del lavoro nero e di aver favorito la permanenza nel territorio nazionale di soggetti clandestini.



E' nota la legge detta 'dell'emersione del lavoro nero del cittadino straniero clandestino', secondo la quale è consentito a un datore di lavoro regolarizzare la posizione del cittadino straniero in stato di clandestinità già alle sue dipendenze da almeno tre mesi, assunto in qualità di colf, badante o assistente ai diversamente abili. Lo straniero, in quanto assunto, beneficerebbe della sospensione di procedimenti penali/amministrativi a suo carico inerenti il soggiorno in Italia.

L'operazione Atlantide, così denominata dai militari che effettuano l'indagine, ha proprio scoperto questo giro di false assunzioni effettuato nella Vallesina. Tutto ha avuto inizio nel settembre 2010 quando, alla Stazione dei Carabinieri di Staffolo, è pervenuta una notifica di ospitalità verso una cittadina cinese inoltrata da un italiano in cassa integrazione, con la quale comunicava ospitalità della straniera assunta come badante. Ai militari è sembrato subito strano che il datore di lavoro fosse un cassintegrato che poteva permettersi di elargire uno stipendio di circa 400 euro alla donna, anche avendo una moglie in casa che non espletava alcuna attività lavorativa.

Dall'indagine subito scattata, è emerso che la cinese non era mai stata a Staffolo e che era anzi stata assunta a seguito dell'intermediazione di un altro straniero, regolare, con il datore di lavoro, cui è stata corrisposta la somma di mille euro per il 'disturbo'. Approfonditi accertamenti hanno poi consentito di scovare, sempre a Staffolo, altri dieci datori di lavoro, tra cui 5 italiani, che avevano effettuato analoghe procedure verso altrettanti stranieri.

Tra gli 800 e i 1000 euro i soldi messi nelle mani di questi datori di lavoro che dichiaravano l'emersione di un lavoratore extracomunitario. L'indagine si è poi estesa all'intera Vallesina, ma è a Jesi che sono venuti alla luce i numeri più significativi: 134 i denunciati, di cui 65 che hanno richiesto l'assunzione (di questi 41 sono italiani) e 69 stranieri per cui è stata richiesta l'assunzione. A volte i datori di lavoro hanno effettuato la denuncia di emersione per questioni di amicizia o parentela.

Nella maggior parte dei casi, nessuna delle colf o badanti verosimilmente assunte aveva mai messo piede nelle Marche. Addirittura, durante il periodo in cui risultavano dipendenti dei mendaci datori di lavoro, gli stranieri versavano regolari contributi all'INPS, ma i versamenti erano sempre effettuati da regioni diverse dalle Marche. Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di capire se questi clandestini abbiano anche percepito l'assegno di disoccupazione nel momento in cui avessero interrotto il finto rapporto di lavoro. In questo caso si parlerebbe anche di truffa ai danni dello Stato.








Questo è un articolo pubblicato il 20-09-2011 alle 18:14 sul giornale del 21 settembre 2011 - 678 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ilaria cofanelli

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