Le Acli sulla manovra economica del Governo e per un rinvio delle spese per i cacciabombardieri F 35

acli| 2' di lettura 19/09/2011 -

Al recente convegno di studi svoltosi a Castel Gandolfo ai primi di settembre il presidente nazionale delle Acli ha mosso numerose critiche alla manovra economica del governo e ha fatto precise richieste ai ministri Sacconi e Tremonti presenti al convegno: “si ripristini il contributo di solidarietà, si abbia il coraggio di inserire una patrimoniale sui grandi beni immobiliari del Paese (affinché anche gli evasori abbiano a pagare almeno in parte) e si dia subito avvio alle riforme da tempo prospettate: del Welfare, del mercato del lavoro e del fisco.



Con tre obiettivi precisi: dare continuità al modello italiano di Welfare, correggendolo ma non smantellandolo; aprire nuovi spazi per i giovani nell’accesso al lavoro; garantire una più equa distribuzione della ricchezza nel Paese, sostenendo in particolare le famiglie e i redditi da lavoro”. La presidenza regionale delle Acli delle Marche ovviamente condivide queste richieste e le dure critiche all’impostazione anche dell’ultima versione della manovra economica. È una manovra ingiusta che aumenta le tasse indirette e riduce i finanziamenti ai Comuni per i servizi sociali, penalizzando così i più deboli; è una manovra che (al di là delle chiacchiere, fatte per confondere i poco informati) nell’immediato non taglia minimamente i costi delle politica; ma soprattutto è una manovra che colpisce in modo risibile i grandi redditi e che non tocca assolutamente i detentori di rendite finanziarie e di grandi patrimoni.

E se non pagano i più ricchi, inevitabilmente pagano gli altri: i lavoratori dipendenti, le donne, i giovani, gli immigrati, le famiglie, specialmente quelle con più figli. A queste osservazioni, ovvie per molti ma da ribadire, la presidenza regionale delle Acli delle Marche aggiunge un’ulteriore critica: i tagli toccano solo marginalmente le spese per la (cosiddetta) Difesa. È possibile che non si possa, se non eliminare (come vorremmo), almeno rinviare a tempi migliori l’acquisto di 131 cacciabombardieri F 35, che ci costano ben 17 miliardi (cioè un terzo della manovra)? Visto che nessun partito neppure dell’opposizione pone questi problemi, vogliamo aggiungere la nostra voce a quella di padre Alex Zanotelli e di tanti altri pacifisti: rendete più equa la manovra e invece di tagliare le forme di sostegno per i poveri, tagliate gli F 35.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2011 alle 16:16 sul giornale del 20 settembre 2011 - 707 letture

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