Favia e Giorgi (Idv): 'Le carceri marchigiane esplodono e il personale è troppo poco'

carcere 2' di lettura 13/09/2011 -

Le carceri marchigiane esplodono e il personale è troppo poco. Con amarezza dobbiamo constatare che quando già da tempo denunciato dall’Italia dei Valori è ora sotto gli occhi di tutti con l’intervento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) che ha denunciato l’intollerabile e vergognosa situazione in cui versa il carcere di Montacuto ad Ancona: “detenuti in sovrannumero che dormono in locali sprovvisti di bagni e quindi costretti a fare pipi' in non meglio precisati ‘contenitori'”.



Già a Giugno ero intervenuto alla Camera dei Deputati (on. David Favìa) per segnalare questa urgenza e far rilevare la necessità di immediati investimenti infrastrutturali e di personale da parte del Governo. E’ ormai noto che le due principali case di reclusione, quella di Montacuto e quella di Pesaro, delle quali l’Italia dei Valori si è occupata più volte in passato, sono senz'altro sovraffollate. L’ha verificato anche la commissione regionale che le ha visitate, presente la vicepresidente Giorgi. Non è ammissibile che il numero di addetti di polizia penitenziaria sia al di sotto degli standard previsti: soprattutto a causa dei distaccamenti operati dal carcere principale, che è quello di Montacuto, al servizio degli altri carceri della regione e soprattutto al servizio del piccolo carcere satellitare di Barcaglione di Ancona. Sono troppi i detenuti stipati in poco posto senza alcun riguardo per la dignità umana che noi dell’Italia dei Valori intendiamo salvaguardare con fermezza. Crediamo che il Governo, tra le tante urgenze, debba cessare di sprecare danari su operazioni inutili e investire nel sociale.

Ovviamente anche all'interno del sociale vi sono delle priorità, ma sicuramente quello carcerario è un settore importante, in quanto non dobbiamo dimenticare che la nostra Costituzione dice che la detenzione carceraria post-pena passata in giudicato protende alla rieducazione del detenuto e alla restituzione di una persona diversa alla società. Non dimentichiamo, nel dire questo, i tanti detenuti in attesa di giudizio, che non sono potenzialmente, appunto ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione, ancora da rieducare, ma che pure vivono la sofferenza di infrastrutture e di personale insufficiente. Ci associamo alle proteste che i sindacati degli agenti di custodia fanno quasi quotidianamente sulla vita rischiosa che questi ultimi si trovano ad affrontare quotidianamente, esponendosi al pericolo di risse con detenuti violenti e al contagio di malattie infettive come sieropositività AIDS o epatite C di cui il tasso in carcere è notoriamente alto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2011 alle 18:32 sul giornale del 14 settembre 2011 - 2841 letture

In questo articolo si parla di politica, italia dei valori

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