Bocce: Nicholas Argentati e Agnese Guzzi allo Sportsdays di Rimini con la nazionale

Nicholas Argentati e Giulia Guzzi 3' di lettura 09/09/2011 -

Nicholas Argentati, tre volte campione regionale, e Agnese Guzzi, campionessa europea, hanno preso parte allo SportsDays di Rimini come rappresentanti della Federazione Italiana Bocce: una specialità troppe volte messa in secondo piano ma che appassiona anche tanti giovani. 



Nicholas è uno studente dell'ultimo anno all'ITC Battisti di Fano. A differenza di molto suoi coetanei, la sua passione non è il calcio, ma il gioco delle bocce, uno sport a cui si è appassionato dieci anni fa e che ora fa parte della sua vita e del suo futuro. Nicholas, infatti, è uno dei convocati dalla FIB (Federazione Italiana Bocce) per rappresentare i colori azzurri allo Sportdays di Rimini, una rassegna sportiva che serve da vetrina a tutti gli sport italiani assieme ai suoi protagonisti più giovani. E che occasione migliore per promuovere le bocce? "Per uno sport come il nostro, sempre un po' in sordina, questi eventi sono importantissimi per uscire dall'ombra e farci apprezzare", afferma Agnese.

Nicholas è presente oggi a Rimini assieme ad altri tre atleti marchigiani: Agnese Aguzzi, di Fossombrone e campionessa europea nel 2011, Silvia Danzi della Metaurense come Argentati e vice campionessa italiana nel 2011 e Alessandro Biagioli di Jesi. Tutti e quattro giovanissimi sono la testimonianza che le bocce possono essere uno sport che collega varie generazioni: "le bocce sono uno sport sociale che unisce i giovani con gli adulti" - spiega Agnese - "è un grande arricchimento per entrambi perché noi giovani abbiamo bisogno delle spiegazioni degli adulti e loro hanno bisogno di noi per portare nuove sfide e idee".

Infatti, sia Nicholas che Agnese hanno iniziato a giocare perché già qualcuno in famiglia lo faceva: "mia zia aveva un bocciodromo a Calcinelli" - ricorda Nicolas - "Io ho iniziato a giocare per caso ma dal giorno della mia prima gara, il 14 luglio del 2001, non ho più smesso". Agnese, invece, prima di vincere il titolo europeo a squadre con la nazionale in Turchia, ha iniziato contro la volontà del padre che diceva che le bocce erano "un gioco da maschi": "mio padre ha cercato di allontanarmi da questo sport, ma non c'è stato verso. Ho iniziato a giocare a nove anni e da lì le bocce sono diventate la mia passione".

Per chi pensa che sia un gioco solo da spiaggia e per i più pigri, ecco cosa rispondono all'unisono i due campioni marchigiani: "certo lo sforzo fisico è minimo, ma le bocce sono un gioco mentale, dove ogni "bocciata" o "accosto" fanno parte di uno schema ben preciso. E poi non è mai monotono: la strategia cambia di gara in gara e persino durante la partita stessa. E' un esercizio mentale continuo". Infine, come sottolinea Nicolas, "è uno sport pulito, senza uso di farmaci o giro di scommesse".








Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2011 alle 21:27 sul giornale del 10 settembre 2011 - 1110 letture

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