Cat: 3000 anziani non autosufficienti attendono di recuperare le somme impropriamente versate

Soldi 2' di lettura 08/09/2011 -

Nell’assistere alla grande vitalità di politici e amministratori con i loro innumerevoli interventi riguardo le sedi di aree vaste e nell’osservare i posizionamenti in vista delle nomine, non si può, con grande disappunto, non constatare come nessuno (dai presidenti dei comitati dei sindaci, fino all’ANCI) spenda una parola rispetto alla vergognosa situazione riguardante la riqualificazione dell’assistenza per anziani non autosufficienti ricoverati nelle residenze protette della nostra regione.



Sono 3000 gli anziani non autosufficienti ricoverati nelle residenze protette della regione Marche che aspettano da oltre 11 mesi (1 ottobre 2010) di vedersi aumentare lo standard di assistenza o di vedersi restituite somme impropriamente versate a causa dei mancati finanziamenti delle Zone rispetto alle quote di propria competenza. Si tratta di circa l’85% dei malati non autosufficienti ricoverati presso le residenze protette convenzionate con le Zone territoriali dell’ASUR. Il finanziamento destinato ad aumentare l’assistenza sociosanitaria nelle strutture prevedeva in un periodo di 4 anni (2010 – 2013), di arrivare a coprire l’intera quota sanitaria per gli anziani non autosufficienti ricoverati nelle strutture convenzionate.

Ad oggi non è stato rispettato l’incremento previsto nel 2010 (da ottobre) e nel 2011 (da gennaio). Dunque a distanza di circa un anno gli anziani ricoverati non solo non vedono diminuite le loro rette o aumentata l’assistenza – così come previsto dalla Regione – ma vedono aumenti esponenziali degli oneri a loro carico con quote che superano ampiamente i 50 euro al giorno. Molto spesso accade inoltre che debbano ricorrere al ricovero presso strutture private non convenzionate con rette che si aggirano tra i 70 e 80 euro al giorno (la tariffa a carico dell’utente prevista dalla regione è pari a 33 euro al giorno e solo a determinate condizioni, può essere aumentata del 25%, fino ad un massimo di 41.25 euro).

Se solo una parte della intensità con la quale amministratori e politici intervengono sulle sedi di aree vaste fosse impegnata per affrontare anche queste questioni; se la loro attenzione fosse posta un pochino anche su problemi così gravi per tante famiglie; con ogni certezza non ci troveremmo per l’ennesima volta a denunciare questi inaccettabili ritardi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-09-2011 alle 17:37 sul giornale del 09 settembre 2011 - 1023 letture

In questo articolo si parla di economia, Comitato Associazioni Tutela

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