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Gabicce: dipendente 'hacker' infedele estorce soldi al datore di lavoro, arrestato

3' di lettura 26/08/2011 -

L’estorsione ormai corre su internet e smartphone. Addio a vecchie buste e ritagli di giornali. Giovedì al termine di una articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Gabicce e coordinata dalla Procura di Pesaro, è stato arrestato in flagranza di reato M.B., diciannovenne di Rimini, incensurato, poiché ritenuto il responsabile di una serie di richieste estorsive ad un imprenditore di Gabicce.



Le indagini hanno permesso di stabilire che l'imprenditore di Gabicce, titolare di diverse attività fra le quali una con sede a Cattolica che fornisce servizi internet e creazione siti web era stato vittima già dal mese di febbraio scorso di ripetuti attacchi informatici nei computer delle sue ditte. Virus, intrusioni di siti pornografici e continue minacce.

Alla fine questa è stata la richiesta estorsiva: i soldi (1500 euro per cominciare) oppure il fantomatico hacker dal nome misterioso Alfonso Richard avrebbe messo fuori uso tutti i computer delle ditte e i siti internet di alcuni stabilimenti balneari e alberghi della riviera gestiti dalla ditta.

L’abilità dell’hacker era tale che riusciva anche ad introdursi sui telefoni smartphone in uso alla vittima e ai suoi familiari. Numerosi gli sms di minaccia. La vittima con la paura che il malvivente informatico potesse mettere in ginocchio la propria attività non denunciava nulla ai Carabinieri e cedeva alla prima richiesta di soldi.

Dettagliate le modalità: 1500 euro divisi in banconote di piccolo taglio in una busta nei pressi di un parco pubblico (dentro una casetta dei giochi per bimbi). Ai primi d'agosto la consegna! Trascorse un paio di settimane l’hacker di rifaceva vivo con la stessa tecnica intimidatoria chiedendo altri 650 euro.

Questa volta però l’imprenditore denunciava il fatto ai Carabinieri della Stazione di Gabicce Mare. Perciò iniziava una difficile caccia “virtuale” all’hacker. Esame di tabulati, email ed sms, grazie anche al prezioso apporto dei professionisti del RACIS di Roma, permetteva in poco tempo di smascherare il pirata informatico. Si trattava infatti di un dipendente della stessa ditta che approfittando del fatto di poter utilizzare i computer dell’azienda e avendo accesso a tutti i dati era riuscito a mettere in piedi il progetto estorsivo. Era stato lui stesso a farsi portavoce delle modalità di consegna dei 1500 euro facendo pervenire mail ed sms dall’hacker (lui) nel proprio computer e smartphone.

Era stato lui, che evidentemente aveva conquistato la fiducia del titolare nei sei mesi di impiego come responsabile informatico nella ditta, a descrivere il fantomatico Alfonso Richard come geniale e capace di produrre ingenti danni. Pertanto raccolti tutti gli elementi nei confronti del diciannovenne i Carabinieri lo hanno atteso mercoledì sera alla consegna di altri soldi (650 euro) sempre nei pressi di un parco giochi con analoghe modalità del primo episodio.

Appena prelevata la busta i militari, coordinati dal Comandante della Stazione Luogotenente Fabrizio Paris, lo hanno bloccato poco dopo con i soldi nascosti dentro le scarpe che indossava.

Tradotto nel carcere di Pesaro sarà interrogato nei prossimi giorni per stabilire eventuali complicità e se possa aver messo in atto altre estorsione del genere.






Questo è un articolo pubblicato il 26-08-2011 alle 10:51 sul giornale del 27 agosto 2011 - 1886 letture

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