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PdCI su Piano Sanitario Regionale: 'Una Asl per provincia, sciogliere l'Asur e l'Ars'

Partito dei Comunisti Italiani 2' di lettura 02/08/2011 -

La Segreteria Regionale del PdCI giudica negativamente l’impostazione del nuovo Piano Sanitario Regionale (anticipato dalla legge di riordino) che rappresenta una discontinuità rispetto alla filosofia con quelli del Centro Sinistra delle trascorse legislature.



La costituzione di 5 aree vaste non rappresenta la necessaria ed urgente semplificazione, anzi, se in apparenza potrebbe rappresentare una evoluzione verso le Asl (zone) provinciali, così non è perché insieme a ciò vengono costituite le aziende ospedaliere (cosa diversa e contraria alle Asl) iniziando da Ascoli Piceno, in piena controtendenza rispetto al Piano Sanitario del Centro sinistra dove le aziende ospedaliere vennero ridotte (si veda Ancona). Inoltre rimangono in piedi due inutili sovrastrutture; l’Azienda Unica Regionale e l’Agenzia regionale sanitaria e non si compie quello previsto dall’ultimo piano sanitario: l’unificazione graduale degli ambiti che gestiscono le politiche sociali e che sono 24 con le zone sanitarie che attualmente sono 13.

In ciò si tende a spostare la politica sanitaria nelle Aziende Ospedaliere che assorbono risorse dal territorio e non è un caso che dal nuovo PSR la classificazione degli ospedali si riduce a quelli di alta specialità regionale (tipo Torrette) e quelli di rete; scompaiono gli ospedali di polo che fino ad ora sono stati essenziali come filtro tra il territorio e i ricoveri appropriati che hanno permesso in larga misura – con prestazioni intermedie – di non intasare ne l’ospedale di rete ne quello di alta specialità. In ciò c’è una logica di ulteriore aziendalizzazione della sanità che porterà anche alla privatizzazione delle prestazioni tagliate.

I Comunisti Italiani per l’immediato chiedono di ritirare la determina (attualmente solo sospesa) che toglie il medico dalle ambulanze del 118 delle zone sprovviste di pronto soccorso sostituendolo con un infermiere. I Comunisti hanno dato vita ad una raccolta di migliaia di firme a tale proposito. Per una sanità pubblica e senza sprechi occorre istituire una asl (zona) per provincia, unificare ambiti e ASL (zone), sciogliere l’ASUR e l’ARS. Investire nella riqualificazione del personale e in nuove assunzioni nel serivzio sanitario regionale per ridurre con più turni le lunghissime liste di attesa per le diagnosi della prevenzione. Tutto ciò, oltre a riqualificare la sanità pubblica regionale, si orientano le scelte generali volte a contrastare le politiche antisociali del Governo nazionale che non a caso ha reintrodotto i tikets per il pronto soccorso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2011 alle 16:44 sul giornale del 03 agosto 2011 - 1913 letture

In questo articolo si parla di sanità, politica, pdci, Partito dei Comunisti Italiani, piano sanitario regionale

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