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Favia: 'Un sospiro di sollievo per 1300 aziende balneari nelle Marche'

David Favia 3' di lettura 29/07/2011 -

“Se il turismo balneare nelle Marche ha resistito a ogni tipo di crisi e concorrenza - spiega Enzo Monachesi, presidente Sib Marche e presidente Idv consiglio Senigallia - è perché è formato da imprese a gestione famigliare che lavorano da anni nell’ambito dell’eccellenza e della specializzazione con sacrificio e determinazione”.



La Camera, dopo il duro e costante lavoro di Antonio di Pietro, dell’IDV e dell’opposizione, ha approvato martedì la legge “Comunitaria” contenente la norma che consentirà di chiudere la procedura di infrazione aperta dalla UE contro l’Italia per il problema delle concessioni balneari sulla base della direttiva Bolkestein. Il problema serio di queste microimprese a gestione famigliare è che, dietro ognuna di esse, ci sono tantissime persone. Facendo un po’ di calcoli si tratta di circa 4000 famiglie per un indotto totale che supera le 10 mila persone. In un periodo di crisi come questo il governo voleva mettere in mano questa fortuna alle multinazionali che avrebbero distrutto per sempre l’economia locale e messo in strada così tante famiglie. Quello che è successo martedì alla Camera, quindi, con la maggioranza che finalmente ha aperto gli occhi e si è rimangiata la propria posizione espressa attraverso varie e confuse proposte di legge sempre ritirate, è un risultato eccezionale. Questa nuova normativa, i cui sviluppi osserveremo tuttavia con grande attenzione non fidandoci del Governo, prevede l’avvio della chiusura della procedura di infrazione e una delega al Governo di normare il settore (avremmo preferito una pdl con iter parlamentare, ma poco è meglio di niente).

Ovviamente in questa fase non si poteva chiudere la procedura di infrazione e uscire contemporaneamente dalla Bolkestein, ma il Governo ha accolto ordini del giorno dell’Idv a firma Di Pietro e Favia con i quali si impegna “a riconoscere la specificità del settore del turismo ricreativo balneare nazionale” e “ad attivare gli strumenti che la stessa Comunità europea indica per…la possibile esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative dalla direttiva servizi” e a proporre “alla Commissione europea modifiche volte a escludere le concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi“, nonché a “giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni proporzionata all’entità degli investimenti e che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse”.

A questo punto dovrebbe essere garantita finalmente la prosecuzione delle attività e soprattutto la realizzazioni di una normativa idonea che regolamenti il settore nell’interesse dei consumatori e dell’imprenditoria. Sono quindi soddisfatto del parziale cambio di rotta che abbiamo imposto alla maggioranza e soprattutto del lavoro fatto dal nostro partito e dal centro sinistra per impedire questo scempio che avrebbe distrutto l’economia di molti territori per favorire poche e grandi aziende internazionali il cui unico obiettivo sarebbe stato il mero profitto. Siamo solo all’inizio ma almeno un primo passo corretto è stato fatto. Ora si tratta di tenere sotto controllo il Governo perché agisca correttamente, magari costretto, come finora, da IdV e opposizione, e non cambi percorso per favorire i soliti noti. Purtroppo il rischio c’è ancora!


da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2011 alle 16:19 sul giornale del 30 luglio 2011 - 1868 letture

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