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Concessioni balneari, Favia: 'Le nostre imprese sono tipicità nazionali a tutti gli effetti'

David Favia 3' di lettura 27/07/2011 -

Dopo il duro e costante lavoro di IdV e dell’opposizione sulla problematica relativa alle concessioni balneari, la maggioranza si è finalmente rimangiata la propria posizione espressa attraverso varie e confuse proposte di legge sempre ritirate: la Camera ha approvato martedì la legge “Comunitaria” contenente la norma che consentirà di chiudere la procedura di infrazione aperta dalla UE contro l’Italia per il problema delle concessioni balneari sulla base della direttiva Bolkestein.



Questa nuova normativa, i cui sviluppi osserveremo con grande attenzione non fidandoci del Governo, prevede l’avvio della chiusura della procedura di infrazione e una delega al Governo di normare il settore (avremmo preferito una pdl con iter parlamentare, ma poco è meglio di niente). Ovviamente in questa fase non si poteva chiudere la procedura di infrazione e uscire contemporaneamente dalla Bolkestein, ma il Governo ha accolto ordini del giorno dell’Idv a firma Di Pietro e Favia con i quali si impegna “a riconoscere la specificità del settore del turismo ricreativo balneare nazionale” e “ad attivare gli strumenti che la stessa Comunità europea indica per…la possibile esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative dalla direttiva servizi” e a proporre “alla Commissione europea modifiche volte a escludere le concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi“, nonché a “giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni proporzionata all’entità degli investimenti e che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse”.

A questo punto dovrebbe essere garantita finalmente la prosecuzione delle attività e soprattutto la realizzazioni di una normativa idonea che regolamenti il settore nell’interesse dei consumatori e dell’imprenditoria. Con la Bolkestein , che tuttavia è ancora un rischio, infatti, si rischia di polverizzare aziende sane e in grado di garantire livelli occupazionali determinanti per il turismo (circa 30 mila famiglie che da sempre operano in questo settore, senza parlare delle gravi ricadute in termini economici ed occupazionali). Al posto degli stabilimenti e dei ristoranti tipici potrebbero nati fast food e catene internazionali che potrebbero svilire la tradizione e la cultura del nostro Paese, principali fonti di richiamo per il turismo. Sono quindi soddisfatto del parziale cambio di rotta che abbiamo imposto alla maggioranza e soprattutto del lavoro fatto dal nostro partito e dal centro sinistra per impedire questo scempio che avrebbe distrutto l’economia di molti territori per favorire poche e grandi aziende internazionali il cui unico obiettivo sarebbe stato il mero profitto.

La Camera dei Deputati ha riconosciuto, grazie al nostro lavoro, che le nostre imprese sono tipicità nazionali a tutti gli effetti, particolarità che potrebbe consentire di uscire dalla Bolkestein dopo aver chiuso la procedura di infrazione. Siamo solo all’inizio ma almeno un primo passo corretto è stato fatto. Ora si tratta di tenere sotto controllo il Governo perché agisca correttamente, magari costretto, come finora, da IDV e opposizione, e non cambi percorso per favorire i soliti noti. Purtroppo il rischio c’è ancora!


   

da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2011 alle 15:47 sul giornale del 28 luglio 2011 - 1673 letture

In questo articolo si parla di italia dei valori, david favia, idv, concessione balneare

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