Intervento di Raffaele Bucciarelli sul Rigassificatore

raffaele bucciarelli 5' di lettura 12/07/2011 -

Martedì mattina ci troviamo a discutere un tema importantissimo per la nostra regione, sia sul piano economico, sia sul piano sociale, ambientale, però poi l'agenda non viene dettata da noi, dalle nostre esigenze, dalle esigenze del territorio. Ci sono cioè delle scadenze imposte da altri che ci obbligherebbero, oggi, ad esprimere un parere.



Noi Comunisti abbiamo votato contro la proposta nella seduta dell'Assemblea legislativa del 17 maggio e a tutt'oggi non riusciamo veramente a comprendere le motivazioni per cui dovremmo cambiare idea. Cosa è accaduto di nuovo, se non cose che noi tutti sappiamo, maggioranza e minoranza, Governo e Consiglio? Tutti infatti sappiamo che continuare con questo tipo di sviluppo non è più possibile. Lo sappiamo tutti! Non è più possibile su un piano occupazionale perché i nostri giovani, seppure per motivi le cui responsabilità non ricadono sull'Assemblea legislativa, non trovano lavoro, la disoccupazione cresce. I disastri ambientali ci stanno raccontando tutti i giorni che è ora di cambiare. Ma sopratutto è indegno e disonesto mettere in contraddizione due diritti, il diritto alla vita e il diritto al lavoro. Non è più possibile! Non è più possibile! E se questo è vero non è possibile accettare il ricatto di chi in questa società si è sempre arricchito a discapito di chi oggi, invece, chiede lavoro e futuro. Quindi adesso io non ho bisogno di un ulteriore approfondimento, io so.

Ritengo sia invece ora, lo abbiamo chiesto fin dalla prima seduta di questa Assemblea legislativa, di elaborare una proposta politica alta, una proposta che sia perseguibile, con il coinvolgimento di tutti i soggetti del territorio, a partire dai Comuni, dalle organizzazioni dei lavoratori, da tutte le istituzioni. Non possiamo esimerci da questo. Guardate, pensare che dire sì oggi sia difendere i lavoratori sarebbe, secondo il mio modesto avviso, l'ennesima presa in giro per i lavoratori. Perché l'occupazione... Però, scusate, vi prego, è troppo grande e troppo importante questo problema per limitarci ad applaudire o contestare. E’ veramente importante. Ed io lo sento come riguardasse me stesso, anzi, riguarda me stesso. Oggi come ieri non siamo in presenza di un piano nazionale che parla del fabbisogno dell'energia, se non una lettera del Ministero che dice che nell'Adriatico i rigassificatori probabilmente saranno cinque o sei. Allora bisognerà ragionare sull'accumulo di quella massa d'acqua di cui parlava il Presidente Spacca, ossia ghiaccio immesso in mare a meno 6 gradi. In un mare in cui i pescatori ci dicono, Assessore Giannini, che non c'è più il pesce perché stanno cambiando le condizioni climatiche. Allora noi dobbiamo affrontare il tema di cosa questo mare e questo territorio offre al turismo, certo, se puntiamo sulla green economy e su un turismo di cultura, su un turismo di classe. E quando parliamo di occupazione non serve fare la guerra tra poveri, perché gli interessi tra occupati, coloro che cercano lavoro e coloro che tutelano l'ambiente sono gli stessi.

La politica deve saper fare questa sintesi. I referendum ultimi ci hanno insegnato questo, al di là delle volontà dei partiti. Ci hanno cioè insegnato che ci sono milioni di italiani che vogliono entrare in scena e decidere, abolendo le contraddizioni, vogliono decidere insieme su uno sviluppo che coinvolge tutti. Però io questo su questa bozza di accordo non lo vedo. Tra l’altro, mi permetta Presidente Spacca, io sono molto rispettoso di tutti i tecnici e delle opinioni di tutti, però sappiamo che quando si chiede una relazione o quando si chiedono i modelli matematici, dipende a chi li chiedi e perché li chiedi, poi hai il risultato. Al di là delle dimensioni, infatti, non si capiscono le motivazioni che hanno fatto dire no a Porto Recanati poi le stesse motivazioni vengono messe come precauzione a Falconara. Se esiste il principio di precauzione per tanti settori, in tanti ambiti utilizzati dall'Unione europea, perché allora non lo utilizziamo anche noi, perché non approfondiamo veramente, perché non elaboriamo insieme, perché non chiamano l'Api stessa, per un progetto di sviluppo che sia valido per tutti i lavoratori. Perché, guardate, le garanzie che l'Api dà oggi, leggendo l'accordo, è che 40 persone vengono spostate dalla raffineria al rigassificatore per dieci anni. E i figli dei lavoratori cosa faranno? Cosa farà chi oggi ha trent'anni? Allora dire sì oggi significa intercettare le volontà delle popolazioni? Significa accettare i consigli che ci vengono dati dai legittimi rappresentanti dei territori, cioè i Sindaci? Ce n'è solo uno, che fortunatamente vive a Ostra Vetere, che dice “fatelo a Falconara”.

Concludo ricordando un parere a proposito di legittimità, che non è del Consigliere Bucciarelli ma della Provincia di Ancona, dato il 23 settembre 2010. Si dice: “il cosiddetto decreto Prestigiacomo, d.l. 128/2010, modificando il 152 del 2006 apporta modifiche sostanziali per quanto concerne la valutazione di impatto ambientale, la valutazione ambientale strategica e l'autorizzazione integrata ambientale. Tale decreto pone dei divieti e vincoli alle attività legate agli idrocarburi in genere nel raggio di 12 miglia da aree protette, fattispecie riguardante il Parco regionale del Conero situato a circa 8 miglia marine dal rigassificatore”. Vedete allora che neanche sul piano giuridico è tutto chiaro e tutto limpido come si vuole far credere. Concludo dicendo che dal 17 maggio ad oggi non è cambiato niente. Quindi il parere che noi daremo al rappresentante del Governo regionale alla Conferenza dei Servizi è quello di dire no finché il Governo non avrà chiarito il fabbisogno nazionale e avrà avuto nella Conferenza Stato-Regioni l'accordo delle Regioni sul dove dislocare ii rigassificatori. A quel punto saremo disponibili a ridiscutere il tutto. Oggi non ci stiamo a fare i primi della classe facendo solo danni alla nostra regione.


da Raffaele Bucciarelli
Consigliere regionale Federazione della Sinistra





Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2011 alle 16:07 sul giornale del 13 luglio 2011 - 1663 letture

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