Rigassificatori: la Regione dice sì a Falconara e no a Porto Recanati

Sandro Donati 3' di lettura 30/06/2011 -

Il progetto per la realizzazione di un impianto di rigassificazione a Falconara Marittima, come noto, ha ottenuto parere favorevole da parte dei servizi tecnici regionali, un parere espresso in totale autonomia e con una valutazione puramente tecnica.



Dai parametri acquisiti dall’esame dello Studio di Impatto Ambientale emerge, tra l’altro, che gli effetti sull’ecosistema marino dell’impianto di rigassificazione saranno sostenibili.

“L’impatto ambientale più importante per questa tipologia di impianto - dicono Antonio Minetti, dirigente Territorio Ambiente Energia e David Piccinini, dirigente Valutazioni e autorizzazioni ambientali - è quello derivato dallo scarico a mare delle acque utilizzate per le operazioni di rigassificazione: la nave rigassificatrice preleva acqua di mare, immette quantità controllate di ipoclorito di sodio, utilizza il calore dell’acqua di mare per riscaldare il GNL e riportarlo allo stato gassoso. Le acque di processo inertizzate vengono nuovamente scaricate a mare, ad una temperatura di 6 °C inferiore a quella di prelievo. Le legge che norma gli scarichi idrici prevede che sia possibile scaricare su un corpo idrico acque con concentrazioni di cloro libero inferiori al limite di 0,2 milligrammi per litro. Ebbene, lo scarico delle acque di riscaldamento dell’impianto di rigassificazione in questione avverrà con concentrazioni inferiori a 0,1 milligrammi al litro”.

Dall’esame dello Studio di Impatto Ambientale, è poi possibile rilevare che lo scarico dell’impianto di rigassificazione oltre i 200 metri dal punto di re-immissione produrrà una perturbazione con un ordine di grandezza inferiore a quello previsto dalla normativa per le emissioni su acque superficiali. “Questi parametri – proseguono Minetti e Piccinini - consentono di affermare che anche gli effetti sull’ecosistema marino indotto dallo scarico saranno sostenibili. E’ chiaro che il monitoraggio potrà introdurre eventuali correttivi in corso d’opera. Per cercare di andare oltre i modelli è stato rilevato che già da tempo il sito industriale Api ha uno scarico in mare di acque proveniente dal raffreddamento dell’Impianto di Gassificazione a Ciclo Combinato (IGCC) il quale immette in mare cloro libero in flussi di massa maggiori rispetto a quelli del rigassificatore in progetto. I sistemi di monitoraggio ARPAM, sino ad ora, non hanno evidenziato particolari criticità legate alla presenza di cloro”.

Tutti questi aspetti sono stati analizzati a livello locale con l’ausilio dell’Arpam e a livello centrale dalla Commissione per la verifica dell’impatto ambientale. “Per quanto attiene la temperatura – concludono i due dirigenti - occorre evidenziare che i processi di eutrofizzazione (il fenomeno che favorisce la proliferazione delle alghe) sono innescati dal riscaldamento delle acque del mare e non dal loro raffreddamento. Lo Studio di Impatto Ambientale del progetto evidenzia come già a 100 metri dallo scarico l’abbassamento della temperatura si assesta sotto i 0,5 gradi centigradi . Ciò è in linea con i principi della termodinamica, dato che le masse scaricate risultano comunque estremamente limitate se rapportate al mare”.

Infine occorre fornire chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato, a differenza di quanto accaduto per Falconara, al parere tecnico regionale non favorevole sull’impianto a Porto Recanati. “Il progetto Gaz de France-Tritone per Porto Recanati – sottolineano Minetti e Piccinini - è proposto su un contesto ambientale più integro perché privo di infrastrutture esistenti. I tratti a mare e a terra delle due proposte progettuali sono sensibilmente differenti: il progetto Api coinvolge circa 20 km complessivi mentre il progetto Tritone coinvolge circa 51 km complessivi. Il progetto Api, al contrario di quanto avverrebbe a Porto Recanati, prevede di utilizzare un impianto già esistente a largo di Falconara Marittima, su aree già interdette all’attracco e alla pesca”. Per quanto riguarda infine i flussi di massa di cloro libero allo scarico, i quantitativi sono sensibilmente più alti nel progetto Gaz de France, per via delle maggiori portate allo scarico e delle maggiori concentrazioni limite.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2011 alle 17:42 sul giornale del 01 luglio 2011 - 2885 letture

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