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Urbanistica: il problema dei Comuni nel decreto sviluppo

Legautonomie Marche 2' di lettura 24/06/2011 -

Legautonomie Marche invita i parlamentari, in primo luogo quelli marchigiani, a sostenere le proposte di emendamento al Decreto Sviluppo presentate dalle associazioni delle autonomie e, che dopo l’approvazione alla Camera passa all’esame del Senato. Il provvedimento è stato assegnato alle Commissioni riunite bilancio e finanze in sede referente.



Gli emendamenti riguardano in particolare la materia urbanistica, toccata dal Decreto Legge che introduce novità che peseranno sull’attività comunale di pianificazione del territorio. “Se la legge venisse approvata così com’è, verrebbero meno per i Comuni importanti strumenti di controllo e pianificazione – ha dichiarato Roberto Piccinini direttore di Legautonomie Marche – in particolare ai Consigli comunali verrebbe sottratta la competenza di discutere e approvare i piani attuativi, prerogativa che resterebbe alle sole giunte, provocando una perdita di partecipazione e democrazia”.

L’introduzione del principio del silenzio-assenso che scatterebbe dopo 30 giorni dalla presentazione della domanda, pone inoltre il problema di un adeguato controllo da parte del Comune sull’attività urbanistica e sul paesaggio.
Il rispetto del paesaggio viene messo a rischio anche dalla tolleranza sugli aumenti di cubatura nelle misure progettuali che, seppure in una misura del due per cento, in caso di interventi importanti potrebbe incidere pesantemente sul territorio.

“Un’ulteriore, forte perplessità – continua Piccinini - la solleva il riferimento ai contenuti piani volumetrici, tipologici e costruttivi del Piano di Governo del Territorio, affinché i piani attuativi che vanno in adozione possano evitare di essere sottoposti ogni volta a valutazione ambientale strategica (VAS), anche quando conformi al Pgt. Ebbene, a oggi non si conoscono Pgt che vadano così nel dettaglio, quindi questa norma significherà una complicazione e non una semplificazione sia per le amministrazioni sia per gli operatori: porterebbe ad un prolungamento eccessivo dei tempi necessari per approvare i Pii e potrebbe risolversi, per chi non ha ancora approvato il Piano di governo del territorio, nella scelta di non programmare più l’urbanistica, per evitare di rendere difficile ogni singolo intervento” .

“Ci auguriamo – conclude Piccinini - che i Parlamentari tengano conto delle osservazioni del sistema delle autonomie e che un sereno dibattito di merito possa portare, nell’interesse di tutti, alla soluzione dei problemi sollevati dai Comuni”.


   

da Legautonomie Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2011 alle 18:36 sul giornale del 25 giugno 2011 - 2710 letture

In questo articolo si parla di attualità, Legautonomie Marche

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