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Referendum, Verdi: 'non è una scelta politica ma è un voto utile al nostro futuro'

verdi 3' di lettura 10/06/2011 -

“I quesiti oggetto del prossimo Referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno – afferma il capoguppo dei Verdi in Consiglio Regionale, Adriano Cardogna - attengono a questioni di importanza primaria non solo per l’oggi ma soprattutto per il domani; con il voto gli elettori devono essere coscienti che sceglieranno non solo per loro ma anche per i loro figli ed i loro nipoti. Noi Verdi delle Marche voteremo sì per dire no all’acqua privata, al nucleare e al legittimo impedimento”.



“La via di uscita dalla crisi energetica - incalza il responsabile dei Verdi delle Marche, Gianluca Carrabs - è quella del risparmio, efficienza energetica e sviluppo delle energie rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica, geotermica e altre minori. Non si tratta di un ripiego, ma di una strada sicura che dobbiamo aprire e che sarà progressivamente ampliata dalle prossime generazioni.”

“La sicurezza delle centrali nucleari non è garantita - sottolinea Canducci – restano poi non risolti, i problemi del trasporto dei materiali fissili e quelli della conservazione nei secoli delle scorie radioattive. In un Paese come il nostro, con un territorio in gran parte idrogeologicamente dissestato e congestionato di inquinamenti e per di più fitto di insediamenti urbani e costellato di tesori storici, artistici e paesistici, è il ciclo nucleare nel suo insieme che presenta rischi e pericoli inaccettabili e che deve quindi essere scartato; neppure come soluzione di emergenza l’alternativa nucleare ha titoli per essere considerata prioritaria”.

“Come VERDI siamo stati attivi – conclude Carrabs - nel movimento contro il nucleare già dal 1987, quando ci fu il referendum che decretò il NO al nucleare in Italia. Ora siamo di nuovo per le strade per spiegare le ragioni del sì: il referendum non è una scelta di schieramento politico ma è un voto utile al nostro futuro. Votare sì, significa gridare un forte no alla privatizzazione dell’acqua, significa decidere se il futuro energetico italiano debba avvenire attraverso l’uso delle centrali nucleari o attraverso forme di energia pulita; e significa restituire il primato alla giustizia e l’abbattimento di privilegi per le massime Autorità istituzionali (Presidente del Consiglio e Ministri). Occorre una grande mobilitazione, l’impegno di tutti, è un appuntamento decisivo in un momento fondamentale”.

NOTA: Oltre al fatto che Francia, Germania, Svizzera, ed altri paesi hanno dichiarato che entro il 2025 chiuderanno tutte le centrali nucleari, anche gli oncologi italiani, con un appello del 4 Giugno 2011 dal congresso Asco di Chicago, il piu' importante incontro mondiale di oncologia, si schierano compatti, sotto il profilo tecnico e non politico, contro il nucleare ed invitano a votare si' al referendum del 12 e 13 giugno.

"Il nucleare e' la cosa piu' cancerogena che esista - sottolinea il presidente dell'Aiom Carmelo Iacono - e non e' controllabile, come ha dimostrato Fukushima". Per gli oncologi, insomma, non ci sono dubbi: "Troppi rischi per giustificare i benefici. Anche perche' non rischia solo chi e' vicino alla centrale nel caso, come abbiamo visto non improbabile, di incidente: pensiamo al mare, ai pesci, e quindi alla catena alimentare, le coltivazioni. Gia' la battaglia contro i tumori e' dura, non ci sembra proprio il caso di aumentare ulteriormente i rischi, e che rischi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2011 alle 16:32 sul giornale del 11 giugno 2011 - 1041 letture

In questo articolo si parla di verdi, gianluca carrabs, politica, adriano cardogna, verdi marche

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