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Zinni sulla sconfitta elettorale: 'Riaggregare il nostro elettorato con le riforme concrete'

Giovanni Zinni 3' di lettura 31/05/2011 -

“Nel PDL dobbiamo comprendere bene – dice il Consigliere Regionale de Il Popolo della Libertà Giovanni Zinni – il perchè della sconfitta, senza fughe in avanti personali e protagonismi della classe dirigente. Innanzitutto Berlusconi a livello nazionale dovrà dare il primo segnale di cambiamento, sia nell'azione di governo che nella strutturazione del PDL con una stagione congressuale.



I risultati credo dimostrino che servono risultati con delle riforme chiare, a partire da quella fiscale per famiglie e imprese. Ma non credo alle formule magiche: le etichette destra, centro, sinistra sono saltate chiaramente ma è salvo il bipolarismo. L'esempio di Pisapia che viene dall'estrema sinistra ma ha preso voti cosiddetti moderati è lampante così come quello di Pettinari dell'UDC che ha vinto con Casini e D'Alema.

Nelle Marche il “grande centro” c'è già e l'ha ricostruito Spacca, semmai sono le sinistre che potrebbero avere un ruolo marginale di governo nella regione, nelle province, nei comuni della Marche nei prossimi mesi, accontentandosi solo di avere un ruolo di potere e non politico decisionale. Oppure potrebbe accadere il contrario per l'UDC e la componente cattolica del PD, con una sostanziale incapacità di ottenere risultati sui temi della famiglia, della vita, del welfare, ecc. Sono convinto anche io come Bugaro che il centrodestra debba riallargare i suoi confini anche e non solo nei confronti dell'UDC ma è un processo lento che va ricostruito dal basso, senza pensare che si possa fare in cinque minuti. Prima le anime di centro nelle Marche dovranno prendere atto che le contraddizioni di governo con i loro nuovi “sinistri” alleati saranno tante e su tanti temi, poi realisticamente si potrà riaprire un dialogo.

Noi oggi dobbiamo pensare a trovare una coesione di tutta la classe dirigente non solo in termini di strategia ma anche in termini di costruzione di un progetto politico di governo più realistico del territorio, senza traumatiche rese dei conti interne che ben poco piacciono ai nostri elettori più convinti. Nelle Marche gli elettori oggi hanno premiato la stabilità politica: è indubbio che il centrosinistra locale in questo senso dia un'immagine più rasserenante delle burrasche che hanno colpito il centrodestra (tranne che nel caso della crisi Gramillano ad Ancona). Ma adesso che hanno stravinto, inizieranno, ne sono convinto, le frizioni sulle grandi scelte. Credo nel bipolarismo, per questo nulla è scontato.

Il problema del centrodestra marchigiano non è la scelta delle persone per fare il deputato o il Sindaco di un comune: è la nostra capacità attrattiva di governo per chi potrebbe essere classe dirigente del PDL e candidato a Sindaco, deputato, ecc. Sembra una sottigliezza ma non lo è affatto, di mezzo c'è sempre il progetto di governo e la capacità di comunicarlo. Poi vengono le persone.”


   

da Giovanni Zinni
Consigliere Regionale PdL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2011 alle 17:51 sul giornale del 01 giugno 2011 - 2578 letture

In questo articolo si parla di elezioni, politica, giovanni zinni

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