Attività sociali giovanili: aumentano le risorse

3' di lettura 10/05/2011 -

Prevenzione del disagio e sostegno ai processi educativi di giovani e adolescenti attraverso proposte in grado di renderli attivi nella società civile. E’ in quest’ottica che si pongono i criteri per l’assegnazione dei contributi regionali ai progetti delle associazioni di promozione sociale, iscritte nella prima sezione del registro regionale.



La prima novità sta nell’ammontare delle risorse che dai 250.000 euro dello scorso anno passano nel 2011 a 333.000 euro. “Una somma – spiega l’assessore regionale ai Servizi sociali e alla Famiglia, Luca Marconi – che contiamo di mantenere nel tempo per sostenere quei progetti volti alla creazione di centri di aggregazione alternativi ai normali luoghi di ritrovo per i nostri ragazzi.

L’obiettivo è di offrire un’opportunità educativa che sia diversa dall’offerta commerciale e consumistica di trascorrere il tempo libero. In assenza di valori trasmessi, non solo dalla famiglia ma anche dalla società, è sempre più facile che i nostri figli conoscano i tragici percorsi delle dipendenze, quali ad esempio alcol o droga”.

In particolare, sui contenuti dei progetti da presentare in Regione, si vuole dare priorità a quelle iniziative di animazione culturale all’interno di centri di aggregazione, esistenti o da avviare, rivolti alle fasce giovanili o adolescenziali, finalizzati alla promozione di attività di prevenzione del disagio e di sostegno della funzione educativa delle famiglie. “Questa novità di interventi – continua Marconi – fa parte di una strategia più complessiva che la Regione Marche e l’assessorato alla Famiglia stanno conducendo per creare una rete organizzata di luoghi e persone capaci di offrire un valido aiuto nel difficile lavoro di genitore.

In questo senso vanno l’impegno per gli oratori, i centri di aggregazione per l’infanzia e l’adolescenza gestiti dai Comuni, le realtà organizzate dai giovani stessi e finanziate con apposito contributo regionale e le costituende ‘scuole per genitori’. Il principio è quello di operare in tutte le direzioni possibili nel campo della prevenzione, per non essere più costretti a rimediare ai mali prodotti dalla mala educazione, con costi personali, morali ed economici non più sopportabili”.
I progetti potranno essere presentati da una o più associazioni.

Per la valutazione dei contenuti si terrà conto anche del carattere sperimentale delle azioni proposte, che utilizzano sistemi di comunicazione e informazione particolarmente innovativi ed ampiamente accessibili. Alcuni progetti potranno poi porsi come potenziamento di azioni già avviate. Non saranno presi in considerazione progetti per la realizzazione di eventi meramente ricreativi e ludici, se non inseriti in più ampi progetti di promozione delle attività sociali.

Il costo complessivo di ciascun progetto non può superare l’importo massimo di 40mila euro, che può arrivare a 50mila euro nel caso di progettualità interassociativa. Il contributo regionale assegnabile è pari a un massimo dell’80%, la restante quota di co-finanziamento spetta alle associazioni proponenti e alle associazioni partner di progetto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2011 alle 12:23 sul giornale del 11 maggio 2011 - 1808 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica

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