Falconara: rigassificatore Api, i Verdi chiedono alla giunta Spacca di negare l'intesa

Adriano Cardogna 2' di lettura 27/04/2011 -

“No all’intesa tra la Giunta regionale e l’API Nova energia per il rigassificatore di Falconara Marittima.” Questo quanto richiesto dalla mozione che il Capogruppo dei Verdi in Regione, Adriano Cardogna, ha presentato in Consiglio regionale. “Non è approfondita – sostiene Cardogna – ne, adeguatamente certificata dagli organi competenti (vedi Codice della navigazione), la sicurezza a mare, sia per ciò che riguarda le modalità di ormeggio e trasferimento di gas nave/isola fissa, che per ciò che concerne gli allibi tra nave rigassificatrice/navi gasiere in un quadrante a elevato traffico marittimo e senza ridossi e ripari.”



Un problema non indifferente, mai sollevato sino ad ora, che aggiunge altro fuoco alla brace della discussione, attualmente in atto nella regione, sulla realizzazione dei terminali rigassificatori di Falconara e Porto Recanati. I Verdi chiedono anche di tener conto del fatto che la Regione Marche, chiamata a valutare l’impatto ambientale dei due progetti di rigassificazione, sostanzialmente equivalenti, ha espresso pareri completamente diversi.“Non si comprende – prosegue Cardogna – come per Falconara sia stato espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale, mentre per Porto Recanati no, nel momento in cui si sia utilizzato un quadro di riferimento programmatico unico.”

Questo fa supporre analisi non comprensibili che per i Verdi sono incogliibili. Va poi aggiunto che il progetto di Api Nova Energia interesserebbe una localizzazione, a terra, ricompresa nell’Area a elevato rischio di crisi Ambientale (AERCA) e che l’impianto di trasformazione di gas dallo stato liquido a quello gassoso e di trasferimento alla rete nazionale si collocherebbe in un sito inquinato d’interesse nazionale, perimetrato sia a mare che a terra. Elementi non certo trascurabili che aggiunti ai gravi problemi legati all’ambiente, all’economia, alla salute, conducono entrambi i due progetti dei rigassificatori verso sentieri sconosciuti e pericolosi che porteranno i Verdi delle Marche a fare quanto è loro possibile per evitarli.


da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2011 alle 18:07 sul giornale del 28 aprile 2011 - 2539 letture

In questo articolo si parla di verdi, politica, falconara marittima, rigassificatore, adriano cardogna

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simone mancini


Sono un ingegnere Meccanico operante nel petrolchimico residente a senigallia e ritengo doveroso commentare le informazioni riportate nell'articolo del progetto del rigassificatore API nova.
A tal proposito riporto quanto accaduto in giappone ultimamente dove sono ancora attivi i terminali di rigassificazione (unici impianti ad aver resistito a terremoto e tzunami), per cui il Giappone sta aumentando l'import di gas naturale liquefatto per compensare i blocchi dei reattori nucleari con le centrali a gas. Gazprom ha già promesso una fornitura extra di 200mila tonnellate di gas naturale liquefatto e altre forniture sono in arrivo dai mercati europei. Se il sistema produttivo giapponese riuscirà a rimettersi in moto in tempi brevi sarà solo grazie a questi impianti, che consentono una grande flessibilità di approvvigionamento.
E' ovviamente facile dire no a tutto, più difficile è proporre soluzioni efficaci ed efficienti e che possano dare occupazione in una regione in cui l'aumento di disoccupazione è costante. Continuiamo quindi nelle marche a costruire centri commerciali, senza sviluppare l'industria e presto ci troveremo tanti negozi vuoti!

Cordiali saluti.

simone mancini

Sono un ingegnere Meccanico operante nel petrolchimico residente a senigallia e mi permetto di commnentare le informazioni riportate nell'articolo del progetto del rigassificatore API nova.
A tal proposito riporto quanto accaduto in giappone ultimamente dove sono ancora attivi i terminali di rigassificazione (unici impianti ad aver resistito a terremoto e tzunami), per cui il Giappone sta aumentando l'import di gas naturale liquefatto per compensare i blocchi dei reattori nucleari con le centrali a gas. Gazprom ha già promesso una fornitura extra di 200mila tonnellate di gas naturale liquefatto e altre forniture sono in arrivo dai mercati europei. Se il sistema produttivo giapponese riuscirà a rimettersi in moto in tempi brevi sarà solo grazie a questi impianti, che consentono una grande flessibilità di approvvigionamento.
E' ovviamente facile dire no a tutto, più difficile è proporre soluzioni efficaci ed efficienti e che possano dare occupazione in una regione in cui l'aumento di disoccupazione è costante. Continuiamo quindi nelle marche a costruire centri commerciali, senza sviluppare l'industria e presto ci troveremo tanti negozi vuoti!

Cordiali saluti.

Vorrei chiedere al sig. Mancini, così ben informato sulla realtà giapponese, quale sia il loro numero di rigassificatori offshore e se qualcuno di questi era posizionato lungo la costa investita dallo tsunami.

Confido in una sua cortese risposta, grazie.

Dato che non ho ricevuto risposta dal sig. Mancini, che avrà comprensibilmente di meglio da fare, ho cercato qualche dato in rete. E secondo Wikipedia - http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_LNG_terminals - il Giappone non ha rigassificatori off-shore.

Se questo dato è confermato allora non ha alcun senso paragonare e confrontare strutture tanto dissimili.

Simone Mancini

Girano tante favole, e tante paure, sui rigassificatori. Sgomberiamo il campo dai dubbi. Un rigassificatore di metano non è pericoloso. Ce ne sono 27 nel solo Giappone dei terremoti catastrofici e ce ne sono decine e decine in tutto il mondo, e non hanno mai provocato incidenti di rilievo. Niente esplosioni né palle di fuoco. Niente scenari catastrofici. Si tratta di metano liquido, non è sotto pressione: non è il pericoloosissimo Gpl (gas di petrolio liquefatto), quello delle bombole da cucina, le cui enormi sfere bianche si vedono senza tanti patemi d’animo ai margini di ogni raffineria italiana e che hanno prodotto tante catastrofi nel mondo. L’elenco degli incidenti avvenuti in sessant’anni parla di fulmini che innescano fiamme spente in pochi istanti, di marinai che sbagliano la manovra e si perde un po’ di liquido, di incidenti durante la costruzione quando il metano liquido non c’è.

simone mancini

Commento sconsigliato, leggilo comunque

simone mancini

Commento sconsigliato, leggilo comunque

simone mancini

Vorrei concludere con alcune infomrazioni riguardanti le tipologie di rigassificatori.
I gassificatori possono essere di tipologia on-shore o off-shore con la differenza che la connessione puo essere istallata sulla costa o su apposita piattaforma a mare.

Nel caso di Falconara si tratterebbe di semplice connessione off-shore dotata di tubazione di collegamento con la costa dove la nave rigassificatrice immetterebbe gas metano.

Saluti.



Sig. Mancini lei parla di favole e di paure e pensa di poterle liquidare in 4 righe di commento?
Sarà pure un ingegnere meccanico però questo non basta a prendere per oro colato tutto ciò che lei dice.
Anche se personalmente sono contrario ai rigassificatori, sono altrettanto interessato alle sue argomentazioni perché trovo sempre utile il civile confronto.
Perciò la invito a prendere parte ad una delle riunioni che organizziamo ogni tanto o, ancora meglio, alla manifestazione che si terrà il 3 maggio presso la sede del Consiglio Regionale.
Così magari potrà fare un'opera di bene e confutare una volta per tutte gli allarmanti dati in nostro possesso.

Simone Mancini

Gentile Mat 971,

Non penso di liquidare nulla, ho solo un bagaglio di conoscenze specifiche che mi permettono di fare delle valutazioni tecniche obiettive.
Ho una famiglia con una figlia, sono nato e vivo nelle marche, e mi creda non avrei nessuno interesse a promuovere il rigassificatore nella "mia regione" se fosse qualcosa di pericoloso e dannoso.
L'impressione che ho è che non sia effettivamente chiaro ai media il progetto del rigassificatore di Falconara e che spesso si parli per sentito dire senza le conoscescenze specifiche del settore.
Essendo già infatti presente una struttura a mare il progetto in "soldoni" consiste nell'inserimento di un gasdotto che congiunge questa a terra per permetterne la distribuzione.
Purtroppo non potrò essere presente alla vostra manifestazione perchè sarò impegnato per lavoro, la ringrazio comunque per l'invito e la disponibilità.

Cordialità


Capisco che lei possa voler «promuovere il rigassificatore» non ritenendolo «qualcosa di pericoloso e dannoso», ma moltissimi altri tecnici del settore ed ingegneri sostengono fermamente, con documenti alla mano non ancora screditati (come invece è avvenuto per la V.I.A. redatta dai tecnici regionali - http://issuu.com/mat971/docs/relazione_comparativa_comitati__1_parte_ ), che i rigassificatori offshore sono pericolosi ed altamente inquinanti.
Tralasciando comunque il discorso tecnico perché troppo ampio per essere discusso con qualche scambio di commenti, rimane il fatto che economicamente questi colossi li deve mantenere la comunità perché lo stato Italiano, unico al mondo, gli garantisce il 70% degli introiti anche se l'impianto resta spento. E questa mi sembra un'enorme presa in giro nei confronti di tutti coloro che devono fare i conti con la dura realtà del libero mercato.

Roberto Cenci mi ha chiesto di rivolgerle questo commento:

Salve Sig. Mancini,
apprezzo molto il tono del suo intervento, aiuta ad interloquire ed io sono fermamente convinto ve ne sia un assoluto bisogno. In sostanza è come se lei asserisse che API non costruirà alcun rigassificatore, ed io non intendo smentire ne lei ne la sua azienda, semmai precisare che API non "costruirà" in effetti alcun rigassificatore se per questo si intende quegli isolotti artificiali fissi, però se a me la redazione lo consentirà vorrei completare la sua descrizione per offrire ai lettori una possibilità di informazione che lei potrà eventualmente giudicare parziale o disinformante. Api intende realizzare la rigassificazione attraverso una nave, non la costruirà, la troverà già fatta da qualche parte, potrebbe essere la nave stessa che trasporterà il gas allo stato liquido oppure esiste una seconda possibilità quella di agganciare la stessa ad una fissa che rimane sul posto...morale della favola = il rigassificatore è la nave o una nave, o meglio ancora sarà la nave (moderna per carità, nessuno ha mai scritto o detto che sarà una carretta del mare) ad effettuare il processo di rigassificazione. Perchè omettete di spiegare come questo avverrà o potrebbe avvenire, perchè ? Non lo so ma dobbiamo spiegare che una nave rigassificatore può effettuare l'operazione di riscaldamento del gas (che da liquido, ovvero -161°C deve essere riportato allo stato gassoso) prima di essere immesso in quel tubo che viene definito come semplice tubazione che viene a terrà. Come si riscalda il gas ? è possibile farlo principalmente in due modi, a ciclo chiuso o a aperto (ma anche misto). Chiuso significa che il calore utile al riscaldamento viene generato con dei motori/caldaie a combustione (di gas o altro combustibile), aperto che si utilizza il principio dello scambio termico, utilizzando acqua di mare. L'acqua del mare in questo caso viene prelevata con delle pompe situate sulla nave. Per ridurre le incrostazioni che si formerebbero lungo le condotte (perché nell'acqua del mare sono contenuti microorganismi che ne formerebbero) e le tonnellate di acqua prelevata verranno trattate con ipoclorito di sodio. Solitamente i Comitati hanno utilizzato la metafora della "varechina" per spiegare cosa sia l'ipoclorito di sodio, in realtà va considerato che in quel caso la sostanza viene utilizzata in una soluzione al 5%.Considerato che una nave rigassificatrice delle dimensioni previste da API è scritto nei progetti impiegherà 5 giorni e 5 notti per svuotarsi il processo di rigassificazione durerà parimenti. L'acqua utilizzata non sparisce da qualche parte, viene ributtata in mare, ovviamente arricchita (si fa per dire) di sostanze clorate. Non voglio neanche entrare nel merito se sia poco o tanto inquinata quando vi ritorna, mi si direbbe: " nel rispetto delle normative vigenti e già a 200 metri dalla nave in quantità trascurabili" (quindi nel raggio che va da 0 a 200 metri non trascurabile ?) ma non sarebbe questo il punto, gli aspetti più gravi sono ben altri. C'è qualcosa di disinformante in tutto questo o nel fatto che la Delibera 178/2005 costituisca di fatto un sovvenzionamento prelevando dalle tasche dei contribuenti ? Ci sono soggetti che strumentalizzano ? Leggendo saranno i lettori a giudicare. Non tocco la questione sicurezza perchè non ne usciremmo, lei martedì 3 maggio non ha tempo e possibilità...quello che a me stupisce e che non ne avete avuto mai in 10 mesi di assemblee sul territorio. Ma a me interessa un casino entrare nel merito di ciò che lei scrive a proposito di "...sviluppare l'industria, altrimenti presto ci troveremo tanti negozi vuoti", mi interessa perchè il vero punto è proprio questo, quanti posti un rigassificatore ? e se il tutto banalmente viene definito come una boa e piattaforma di scarico, dove sta l'industria che si sviluppa ? State, voi lavoratori, per essere truffati, dall'azienda e non solo e mi creda a me pare gli unici a stare dalla vostra con certezza sono proprio i Comitati perchè in particolare a Falconara, quello che quest'azienda non verrà indotta a fare, c'è convinzione che lo farà qualcun altro e a quel punto poi vi accorgete cosa resterà in termini di possibilità occupazionali. Poco nulla.
Volontà non a termine per quanto mi riguarda di proseguire oltre questo scambio il concetto e aspetto. Api non solo può, ma deve fare altro e se non vuole deve essere indotta a farlo dalle istituzioni, altrimenti davvero andrete presto tutti o quasi a casa e proprio con rigassificatore e ulteriore megacentrale. Non ho toccato la questione salute, sicurezza perchè darei modo di pensare a lei ed altri di voler infierire o di essere contrario a priori ad API. Api resti pure, è la benvenuta, ma non si ostini a perseguire gli attuali progetti, perchè altrimenti significherebbe che ha già scelto di togliere le tende e la colpa non sarebbe dei Comitati ne tantomeno delle realtà associative falconaresi.
Cordiali saluti.

woman2008

io sinceramente non so' di che cosa si occupava prima?E come capogruppo dei verdi mi occuperei di controllore il fiume esino che sversa in mare di tutto e di piu' inquinando sicuramente piu' dell'API.per quanto riguarda il rigassificatore sta' facendo una confusione paurosa. vede sig. la cosa è molto semplice quanto complicata per chi non capisce o non conosce l'argomento. nave gasiera ( gas gia' liquefatto ) congelato per intenderci, quindi sicuro,off shore ,a16-18 km dalla costa, si ghiaggeranno un po' i tubi quindi mare un piu' freddo di circa 0,05C°e poi discorsi tecnici che lei non capirebbe. la prego la invito a preoccuparsi un po' di piu' dell'inquinamento veicolare ,che è il vero problema della nostra salute