Giornata della memoria, l'intervento di Favia

david favia 2' di lettura 27/01/2011 -

In questa importante giornata di commemorazione, credo sia importante fermarsi a riflettere sul significato profondo di questa data. Il 27 gennaio 1945 non è solo il simbolo di una liberazione, ma dovrebbe rappresentare per tutti noi l’inizio di un nuovo periodo, fatto di uomini con una coscienza rinnovata e aperta al confronto e alla tolleranza.



Purtroppo, invece, sono ancora tante, troppe le discriminazione e le persecuzioni religiose in tutto il mondo. Basti pensare alla strage di Capodanno ad Alessandria d’Egitto, con la morte di 23 cristiani copti e il ferimento di altri 90. Come ha ricordato il cardinale Bagnasco in questi giorni, quest’ultimo è stato “l'episodio oltre il quale l'opinione pubblica non può più far finta di non vedere”. Ma l’Idv non ha mai chiuso gli occhi di fronte allo stillicidio di situazioni persecutorie che si verificano in diverse zone del mondo. Mi riferisco ad esempio alla Birmania, dove dal 2008 la situazione dei diritti religiosi è peggiorata dopo la violenta soppressione delle manifestazioni non violente dei monaci buddisti. Oppure alla Cina che ha vissuto un escalation di violenza prima delle Olimpiadi. Eritrea, Iran, Corea del Nord, tra i più intolleranti, e poi Arabia Saudita, Sudan e tanti altri sono i Paesi che vivono l’incubo di persecuzioni ingiuste e cruente. Sono convinto per questo che la “giornata della memoria” non dovrebbe servire solo per ricordare al mondo l’orrore del genocidio nazista, ma per fare in modo che ognuno di noi si impegni concretamente affinché episodi così bui della storia non capitino mai più, neanche nei confronti delle diversità.

A questo proposito ritengo che l’Idv stia portando avanti le proprie battaglie non solo a parole, ma con fatti che giorno dopo giorno incidono sulla vita di tutti noi e sul futuro del nostro e di tanti altri Paesi. Basti pensare alla recente mozione sulla libertà religiosa, presentata dal nostro partito sia in Parlamento che nell’Assemblea legislativa delle Marche e approvata all’unanimità. Iniziativa, la nostra, che si propone di spronare il Governo affinché intervenga, attraverso la diplomazia, sui governi che impediscono la libertà religiosa. L'assemblea legislativa regionale ha riconosciuto l'importanza di un tema tanto delicato, tema che riguarda la radice stessa della nostra Costituzione e della nostra adesione alle dichiarazioni internazionali dei diritti dell'uomo. Purtroppo lo sguardo non può essere volto solo al passato per commemorare. Siamo in presenza, infatti, di una vera e propria persecuzione nei riguardi dei cristiani, che si collega, in maniera drammatica, ad una forma dilagante di intolleranza religiosa. Non c’è solo l’esigenza di ricordare da parte nostra, ma anche la forte volontà di fare in modo che non capiti ancora, o meglio, che smetta di capitare e che ogni giorno sia il 27 gennaio.


da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2011 alle 18:29 sul giornale del 28 gennaio 2011 - 1230 letture

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