Favìa in merito alla rappresentanza sindacale ed alla Fincantieri

david favia 2' di lettura 20/01/2011 -

Sento di poter sottoscrivere pienamente le parole del leader della Fiom, Maurizio Landini. “Dev'essere un fatto normale che chi lavora possa votare per eleggere i propri delegati e quindi misurare la reale rappresentatività”. Ed è per questo che il 28 gennaio (giorno dello sciopero generale promosso dalla Fiom Cgil) noi dell’Idv saremo al fianco, come sempre, dei lavoratori metalmeccanici italiani per supportarli in questa manifestazione importante contro il Governo.



Tuttavia, che l’applicazione dell’articolo 39 della Costituzione italiana sulla rappresentanza sindacale fosse un problema, l’Italia dei Valori l’aveva capito da tempo, tanto è vero che ha presentato in Senato una proposta di legge, a prima firma della senatrice Carlino, che permette di misurare, come dice la Costituzione, la reale rappresentanza sindacale e consegna ai lavoratori il diritto di voto sugli tutti gli accordi, a partire dai contratti nazionali di lavoro.

Credo sia ormai evidente come la questione della Fiat abbia creato un precedente senza pari che inciderà inevitabilmente anche sulle realtà locali. Nell’occhio del ciclone, nelle Marche, c’è ad esempio la Cnh di Jesi (Ancona), azienda del gruppo Fiat (New Holland Italia) che produce trattori. Ma non si tratta solo del gruppo Fiat. Il rischio, secondo me, è che il sistema “prendere o lasciare” possa coinvolgere tante altre realtà in crisi come la Fincantieri di Ancona che arranca da tempo e perde commesse senza aver ricevuto, almeno al momento, risposte e proposte significative.

A questo proposito il governatore della Regione, Gian Mario Spacca, ha assicurato che l’incontro con l’amministratore delegato Bono ci sarà molto presto, ma nell’attesa sento di dover lodare l’atteggiamento dei nostri lavoratori, fortemente motivati e attaccati alla storia di questa industria. Io sono dalla loro parte perché non si può pensare che sia giusto sottostare ai ricatti di Marchionne sui diritti fondamentali della rappresentanza sindacale. E sono con loro fin dall’inizio, dimostrando il mio impegno con atti parlamentari concreti.

Credo e ho sempre creduto che serva un riconoscimento reciproco e, oltre a questo, linee guida rigide che contengano la libertà di mercato entro orizzonti sicuri. Ritengo che questo sistema, così impostato, possa indurre le persone a pensare che per uscire dalla crisi sia necessario cancellare i contratti e i diritti di chi lavora. E non è così. Voglio che il messaggio arrivi forte e chiaro ai padroni, a Federmeccanica e alla Confindustria: seguendo Fiat senza proposte e accordi condivisi il rischio è quello di perdere la dignità e di lasciare ai nostri figli una triste eredità. Ribadisco che il lavoro viene prima di tutto, ma a certe condizioni.


da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2011 alle 18:36 sul giornale del 21 gennaio 2011 - 615 letture

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