Sassofeltrio: morto con la gola squarciata e carbonizzato, forse un'esecuzione mafiosa

carabinieri 1' di lettura 19/01/2011 -

Una scoperta macabra e raccapricciante. Il cadavere semi-carbonizzato di un uomo è stato ritrovato all'alba di mercoledì all'interno di un'auto cui è stato dato fuoco nelle campagne pesaresi. Ma non solo. L'uomo aveva le gambe legate, la gola squarciata e la testa ferita da un colpo di proiettile. Una dinamica che farebbe pensare ad una vera e propria esecuzione.



La vittima è Antonino Amato, 36 anni, pasticcere, di origini palermitane ma da anni residente in zona. Il cadavere è stato ritrovato intorno alle 6.30 all'interno di un'auto data alle fiamme nelle campagne a Fratte di Sassofeltrio. Le modalità dell'omicidio fanno pensare a una vera e propria esecuzione mafiosa. Al momento sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri.

Secondo una prima ricostruzione l'auto di Amato, una Ford Mondeo, sarebbe stata tamponata da un'altra vettura verso le 5.30, mentre il pasticcere si stava recando al lavoro. Il 36enne è sceso dall'auto ed i killer lo avrebbero aggredito. L'uomo è stato raggiunto da due colpi di pistola, una calibro 9, uno alla spalla e l'altro alla nuca.

Il pasticcere è stato anche colpito alla gola con un coltello. Secondo gli investigatori i due fendenti hanno provocato una ferita "importante", in seguito l'uomo è stato legato ai piedi per essere infine cosparso di benzina. Amato si era trasferito nelle Marche nel 2002, precedentemente aveva lavorato in Romagna.






Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2011 alle 11:48 sul giornale del 20 gennaio 2011 - 829 letture

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