D'Anna sul fotovoltaico: la Regione Marche ha permesso lo stupro del territorio

impianto fotovoltaico a pannelli solari 1' di lettura 18/01/2011 -

Ogni giorno di più i cittadini delle Marche si rendono conto dello scempio causato dal proliferare di campi fotovoltaici che stanno invadendo le nostre colline. Questo accade nelle terra di Leopardi. Oggi non è più la siepe che “de l'ultimo orizzonte il guardo esclude” ma una selva di antiestetici specchi che stanno assassinando un paesaggio unico.



Tutto questo avviene mentre altre realtà come la Toscana, la provincia di Lecce e oggi l'Emilia Romagna con 9 milioni di euro, hanno finanziato la rimozione dell'amianto dai tetti dagli edifici con sostituzione di pannelli fotovoltaici,risolvendo così un grave rischio per la salute relativo alla presenza della fibra cancerogena dell'amianto e dall'altro individuando la giusta ubicazione dei pannelli fotovoltaici evitando un impatto visivo negativo sul territorio.

A suo tempo denunciai il rischio di autorizzare impianti a terra, a suo tempo proposi la stessa cosa che oggi finanzia la regione Emilia Romagna. Cioè la sostituzione dell'amianto con pannelli fotovoltaici sui tetti di edifici e capannoni industriali.

Il business evidentemente viene prima del tanto decantato “Bene comune”e aggiungerei il “Patrimonio Comune” fatto di quelle colline che la Regione Marche utilizza per spot miliardari con Dustin Hoffman ma che poi lascia “stuprare” indiscriminatamente pregiudicando la continuazione di quel turismo legato alla ruralità ai prodotti tipici e di qualità e alla bellezza del territorio, come un recente servizio sul TG1 ha denunciato con forza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2011 alle 13:48 sul giornale del 19 gennaio 2011 - 650 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, Popolo delle Libertà, pannelli solari, Giancarlo d'anna, impianto fotovoltaico

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