Turismo: Marinelli, il via vai degli slogan non è causa ma effetto. Serve una regia unica

erminio marinelli 2' di lettura 16/01/2011 -

“Gli slogan oggetto delle polemiche di questi giorni sono l'effetto e non la causa dei problemi del turismo marchigiano”. Lo dice Erminio Marinelli, portavoce del Centrodestra all'Assemblea regionale e relatore di minoranza del Programma di Promozione Turistica 2011.



“La causa vera dei problemi che il battibecco interno alla sinistra porta alla luce – spiega Marinelli -, è la mancanza da almeno vent'anni di una cabina di regia nel turismo delle Marche. E – aggiunge - il fatto che ad ogni cambio di assessore ci si concentri solo sul messaggio da pubblicizzare più all'interno che all'esterno della regione, la dice lunga sullo stato della governance del settore”.

“Ogni volta si ricomincia da capo. - Prosegue Marinelli -. Il fatto è che il turismo è stata la cenerentola della politica e dell'economia. In questa Giunta, Spacca ha di nuovo diviso la poltrona che doveva essere unica con quella della Cultura. Nella regione di Leopardi, Raffaello, Sferisterio, ROF (per citarne solo alcuni) si può pensare l'uno senza l'altra? “.

“Per decenni – spiega l'ex sindaco di Civitanova Marche -, siamo stati ultimi nella classifica italiana degli investimenti in questo settore. Oggi, non ostante l'assessore al Bilancio Marcolini sia riuscito a stanziare più risorse, la lotta PD e IDV ci riporta indietro di un quarto di secolo. Se la politica e le varie categorie rivendicano ciascuno l'utilizzo di un messaggio diverso, vuol dire che manca da sempre anche la concertazione. Infatti non si è mai deciso quale prodotto vendere, in barba al fatto che l'80% degli arrivi sono concentrati nelle zone balneari”.

“Smettiamola – insiste – di battibeccare su cosa sia meglio fra charme o infinito ma concentriamoci su mercato e proposta di vendita. Soprattutto razionalizziamo gli enti e gli strumenti che ci hanno affollato per anni e ai quali la sinistra al governo nelle Marche non ha dato ancora un senso. Spezzettare, disperdere, evitare un decisore unico è stato il credo di questi anni. Dagli uffici regionali a quelli provinciali, dalle apt agli iat, dai sistemi turistici alle comunità montane, ha sprecato decenni e milioni di euro per promuovere (dove?) le micro-aree delle micro-provincie”.

“Davvero – chiede Marinelli -, una Regione tanto sconosciuta come la nostra, in cui la manifattura cede pian piano, può permettersi ancora questi lussi dannosi?”

“La soluzione – conclude Marinelli – è una politica unitaria, coordinata, incisiva, che parta dai bisogni delle imprese e che invogli i privati a potenziare l'offerta”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2011 alle 19:28 sul giornale del 17 gennaio 2011 - 785 letture

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