Di Ruscio: quello che accade nella sanità fermana non avviene in nessun'altra zona delle Marche

Saturnino Di Ruscio 2' di lettura 16/01/2011 -

Anche a seguito delle numerose segnalazioni che mi arrivano quotidianamente da parte dei cittadini non posso non ritornare sulla situazione della sanità fermana.



Quello che accade nel nostro territorio non avviene in nessun’altra zona delle Marche: incarichi da primario lasciati scoperti (vedi ostetricia – ginecologia, medicina, urologia, ecc.), il servizio di citologia che va avanti solo attraverso convenzioni con medici provenienti dalle strutture sanitarie di Ancona, carenza di infermieri, carenza al pronto soccorso di personale medico e non, carenza di personale nel laboratorio analisi.

Potremmo andare avanti ancora a lungo. Inoltre dell’accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale di rete a Campiglione di Fermo, previsto per dicembre 2010, ancora non se ne parla. Speriamo che non sia il solito ‘ritornello’ delle campagne elettorali della sinistra (e che non venga usato anche per le prossime comunali a Fermo).

Le perplessità arrivano anche dal fatto che, ad accezione di alcuni sindaci (Lapedona, Fermo) e della CISL, la problematica sembra non interessare a nessuno. Questo nonostante recenti analisi che hanno constatato come circa il 20 per cento della popolazione fermana sia scontenta del servizio sanitario.

Viene spontaneo allora chiedersi: come mai nonostante questa penalizzazione riconosciuta da tutti c’è ancora questo silenzio? Cosa sta facendo la sinistra che oggi è al governo della regione? Eppure oggi abbiamo anche la Provincia di Fermo, quindi un maggior peso politico rispetto a prima. Silenzio assoluto anche sui recenti fatti di cronaca giudiziaria, sui disservizi inerenti l’attivazione del CUP e tanto altro. Bisogna avere il coraggio constatare come, dietro la sanità, si nascondono interessi talmente rilevanti da tacitare tutti: maggiormente l’opposizione.

Notizia dell’ultima ora: sembra che ci sono difficoltà da parte della Regione Marche a bandire il concorso di primario per ostetricia e ginecologia perché non si raggiungono i 700 parti all’anno, ‘dopo il danno la beffa’.


da Saturnino Di Ruscio
Consigliere Provinciale di Fermo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2011 alle 18:47 sul giornale del 17 gennaio 2011 - 815 letture

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