Autotrasporto, Confartigianato: 'Esplodono i costi di esercizio il governo intervenga'

tavolo confartigianato autotrasporto 2' di lettura 15/01/2011 -

In una affollata riunione dei dirigenti di Confartigianato Trasporti Marche, i trasportatori hanno chiesto l’intervento immediato del Governo per ridurre il costo del gasolio, ingiustificato e sproporzionato rispetto al costo della materia prima, e per dare concreta attuazione alle nuove normative approvate con il pacchetto trasporti nello scorso agosto.



Le difficoltà, hanno affermato Elvio Marzocchi presidente di Confartigianato Trasporti Marche ed i presidenti provinciale di Ascoli e Fermo Simone Feliziani, di Macerata Mauro Camacci e di Ancona Samuele Renzi sono diventate dirompenti a causa dell’aumento del costo del gasolio, aumentato del 30% nel corso del biennio 2009/2010 e del 16% nel solo 2010, dei pedaggi autostradali, delle assicurazioni, per il rinnovo del contratto di lavoro ed in particolare per l’assenza del Governo che non da attuazione alle nuove normative entrate in vigore nell’estate 2010. I dirigenti dopo aver esaminato lo stato di attuazione dei provvedimenti approvati dal Parlamento (Manovra economica di fine d’anno e Pacchetto Trasporti) e l’aumento dei costi di esercizio pari all’8% non vogliono assistere ad aziende che falliscono o che debbono far ricorso a metodi poco legali o che rischiano di essere “truffaldine” per rimanere sul mercato creando gravi danni alle imprese che operano correttamente. Secondo Confartigianato Trasporti, aggiunge Gilberto Gasparoni segretario, l’autotrasporto non può più aspettare: la crisi economica, il vertiginoso aumento dei costi e del gasolio stanno mettendo alle corde le imprese di trasporto.

La categoria aspetta ancora di poter utilizzare gli strumenti normativi che sono stati concordati lo scorso giugno; l’Agenzia delle Entrate blocca le procedure per consentire i controlli a carico dei committenti del trasporto previsti dalla legge 133 del 2008 e, in questo modo, il rispetto dei costi minimi di sicurezza e l’osservanza dei tempi di pagamento non trovano alcuna applicazione concreta; il Ministero dei Trasporti non assume alcuna iniziativa per emanare il decreto necessario per definire le modalità per i tempi di carico e scarico delle merci; l’Osservatorio, che è l’organismo deputato a elaborare i costi di esercizio per i contratti scritti, è nei fatti bloccato. Confartigianato Trasporti Marche ha quindi deciso di recuperare parte dei costi intervenuti e per questo verrà avviata una specifica campagna di richiesta di aumenti delle tariffe dei servizi sollecitando le Associazioni provinciali di Confindustria ed i più importanti committenti presenti nelle Marche affinché accolgano le richieste che saranno presentate dalle imprese. Senza l’adeguamento delle tariffe attualmente applicate le aziende rischiano di chiudere. Nella regione Marche negli ultimi due anni le aziende attive sono scese di circa 700 unità (300 sono quelle perse dall’artigianato). Ciò naturalmente non è l’unico fenomeno indotto dalla crisi: v’è da rimarcare anche la riduzione del personale, dei mezzi in circolazione ed un ricorso importante alla cassa integrazione.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2011 alle 19:18 sul giornale del 17 gennaio 2011 - 730 letture

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