Marangoni (Lega Nord): i mega outlet distruggono il tessuto socio-economico territoriale

enzo marangoni 3' di lettura 14/01/2011 -

Nelle Marche, nell’ultimo decennio (2001/2009) sono proliferati i centri commerciali con un incremento percentuale quasi doppio rispetto alla media nazionale (+112,0% rispetto al 64,6%). In corrispondenza gli esercizi specializzati di commercio al dettaglio sono diminuiti del 14,7% rispetto all’11,3% della media nazionale (indagine CGIA di Mestre).



Non si sente dunque l’esigenza di nuove megastrutture, addirittura mega outlet come sono in progetto in diverse aree territoriali della nostra regione (ultimi casi, Marotta, Porto Recanati-Loreto, ma anche vari ampliamenti richiesti per centri già esistenti). Soprattutto se si considera la struttura sociale ed economica del territorio, fatto di piccoli comuni, borghi antichi, nuclei sociali fortemente caratterizzati, con elevato attaccamento alle proprie tradizioni, alle proprie radici culturali.

I grandi centri di distribuzione portano alla perdita delle identità, alla massificazione dei consumi e delle abitudini di vita, in agglomerati che concentrano illusori luoghi di socializzazione, che in realtà sono soltanto luoghi di consumo. Negli stessi anni, come conseguenza diretta, si è assistito alla drastica diminuzione degli esercizi commerciali e artigiani, svuotamento dei centri storici, con attività commerciali chiuse, piazze silenziose e abbandonate, perdita della propria identità sociale, perdita delle professionalità che sono tipiche della nostra cultura locale. Né c’è poi stato quell’effetto di incremento occupazionale, che spesso porta ad accettare la presenza di questi centri.

Sempre dall’indagine CGIA di Mestre, risulta che per ogni posto di lavoro creato nei grandi centri commerciali e outlet, ne vengono persi ben sei nelle piccole attività artigiane e commerciali di tipo tradizionale. La perdita effettiva di posti di lavoro, l’incidenza su un ambito territoriale ben più vasto di quello del comune in cui viene realizzato l’insediamento, con gravi ripercussioni sulle economie dei piccoli centri limitrofi e sulla vita dei centri storici e dei luoghi di socializzazione che perderanno il loro ruolo e si spegneranno e con essi il carattere, le tradizioni, le radici culturali che ci caratterizzano.

Ultimo aspetto, che spesso non viene considerato, riguarda l’impatto urbanistico e ambientale di queste megastrutture, che deturpano il territorio ed il paesaggio rurale caratteristico delle Marche, le nostre colline e le nostre vallate. Va riconosciuto alla Giunta regionale il merito di essersi ora opposta alla realizzazioni di queste megastrutture, almeno fino alla approvazione del nuovo piano regionale del commercio.

Tuttavia il nostro auspicio è che si prendano in considerazione tutti gli aspetti che sono coinvolti da questi progetti, che la Regione svolga appieno il suo ruolo di indirizzo e gestione del territorio e che voglia corrispondere alle reali esigenze della popolazione marchigiana, opponendosi in via definitiva a questi progetti, proprio tenendo conto delle effettive ricadute economiche, sociali, oltreché di impatto ambientale e di rispetto dell’integrità della nostra terra, nelle tradizioni, nella cultura, per conservare la nostra identità, che è un patrimonio di tutti.

L’euforia del consumismo non è un bene per definizione. In questa corsa sfrenata verso luci e frastuoni si finisce per diventare massa uniforme senza identità, con l’aggravante che si perdono ben 6 posti lavoro per ogni nuovo posto creato.


da Enzo Marangoni
Capogruppo consiliare Lega Nord in Regione




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2011 alle 17:19 sul giornale del 15 gennaio 2011 - 701 letture

In questo articolo si parla di politica, Enzo Marangoni, Capogruppo consiliare Lega Nord in Regione

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