GSA e Italia Nostra: Legge regionale sull'edilizia, una legge miope e dannosa

Casa di euro 2' di lettura 09/01/2011 -

La cosiddetta “Legge Casa”, varata dalla Regione nonostante l’opposizione delle associazioni ambientaliste e di una parte degli agricoltori, merita una riflessione a posteriori nella speranza che i comuni riescano a contenerne gli effetti più negativi.



Va detto innanzitutto che si tratta di una legge miope, una soluzione di breve respiro che danneggia l’ambiente e il patrimonio edilizio storico senza effetti duraturi sull’economia del settore, frutto di una strategia urbanistica affermatasi ormai da più di un decennio e basata sul metodo delle deroghe e delle scorciatoie per fare cassa subito, senza alcun rispetto delle leggi e della normativa vigente, nazionale e locale, dei regolamenti edilizi, dei piani urbanistici e quant’altro, e soprattutto senza la capacità di elaborare strategie e progetti di lungo periodo per sostenere in modo corretto e lungimirante l’imprenditoria edile: basti pensare all’enorme patrimonio edilizio obsoleto da recuperare a consumo zero del territorio.

Favorendo soprattutto la pratica speculativa, non va nemmeno incontro alle esigenze abitative in senso quantitativo e qualitativo, ma tende piuttosto a garantire solo un profitto a chi possiede una casa con esiti imprevedibili sulla qualità urbanistica, architettonica e paesaggistica. Questi e non altri possono essere gli effetti dell’eliminazione del vincolo dell’incremento complessivo massimo dei 200 metri cubi per l’edilizia abitativa residenziale e della possibilità per gli edifici residenziali in zona agricola di aggiungere all’ampliamento del 20% anche l’accorpamento di altre volumetrie fino alla superficie di 70 mq. Nelle aree rurali si concede inoltre anche la demolizione integrale degli edifici e la ricostruzione con un ampliamento che può arrivare fino al 40% e con ricomposizione planivolumetrica in forme architettoniche diverse, vanificando così la tutela saggiamente posta dalla precedente legge. Viene poi eliminato di fatto l’incentivo al risparmio energetico (parametro “Itaca Marche semplificato”) negli interventi di ristrutturazione e, cosa ancor più grave, vengono permessi aumenti di volumetria con abbattimento e ricostruzione di edifici anche nei parchi regionali e nelle aree di riserva integrale.

Per questo motivo le associazioni ambientaliste invitano i comuni a limitare i danni potenziali che questa legge può procurare al paesaggio urbano e rurale, predisponendo regolamenti attuativi più restrittivi per la tutela del paesaggio rurale, dell’architettura rurale storica, dei centri storici e delle aree a tutela integrale. Chiedono altresì alla Giunta Regionale di avviare concretamente la redazione del nuovo Piano paesaggistico Regionale e la legge quadro in materia di Piano Strutturale, dando priorità reale alla tutela dell’ambiente e uscendo dalla omologazione alle forze che antepongono l’immediato interesse economico alla tutela dell’ambiente naturale e storico.


da Virginio Villani Italia Nostra
e Giorgio Sagrati Gruppo Società Ambiente




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2011 alle 16:58 sul giornale del 10 gennaio 2011 - 595 letture

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