Cna: allarme per il sistema moda, a picco l'uso degli impianti produttivi

CNA 2' di lettura 28/10/2010 -

Marche, prosegue l’emergenza nel sistema moda e a risentirne è l’occupazione. Dalla fine del 2009 a luglio 2010, secondo Federmoda Cna che ha elaborato i dati Inps sulla cassa integrazione, tra gennaio e luglio, nel settore calzaturiero, hanno superato i 2,3 milioni, pari al 27 per cento di quelle autorizzate per tutto il sistema produttivo.



L’impennata, rispetto alle 585 mila ore del 2009 è stata notevole e testimonia la gravità di una crisi non ancora superata. Preoccupanti anche i dati del settore abbigliamento (940 mila ore contro le 159 mila dell’anno precedente) e del tessile (347 mila rispetto a 29 mila). L’impennata della cassa integrazione, secondo Federmoda Cna, è la conseguenza di un forte calo della produzione. La Federmoda Cna delle Marche ha predisposto uno studio, che presenterà ad Ancona venerdì 29 ottobre in occasione dell’Assemblea regionale della categoria, che dimostra come soltanto il 30,6 per cento delle 3.334 imprese artigiane calzaturiere e il 28,7 delle 1.665 imprese tessili e dell’abbigliamento, tra gennaio e luglio, ha utilizzato gli impianti in tutta la loro capacità produttiva. Solo due anni prima, nel 2008, il grado di utilizzo degli impianti in tutta la loro potenzialità, riguardava rispettivamente il 50 e il 60 per cento delle imprese. L’assemblea Federmoda Cna si terrà alle ore 18 in via Umani 1, presso la sede della Cna provinciale di Ancona. Saranno presenti il presidente nazionale di Federmoda Cna Luca Marco Rinfreschi, il presidente Cna Marche Renato Picciaiola e il presidente regionale Federmoda Cna Luigi Gobbi.

L’indagine sulla capacità produttiva delle imprese marchigiane sarà illustrata dal direttore del Centro Studi Sistema della Cna Marche Giovanni Dini mentre il coordinatore regionale Federmoda Cna Luigi Silenzi presenterà un documento con una serie di proposte per “Una exit strategy per il sistema moda” da costruire attraverso il potenziamento delle filiere, il recupero della produttività e il rilancio del made in Italy. “Attualmente” denuncia Silenzi “il differenziale tra i costi di produzioni delle nostre imprese e quello delle aziende estere oscilla tra il 30 e il 35 per cento. Ogni piccola impresa del sistema moda marchigiano sopporta costi aggiuntivi rispetto a chi produce all’estero, di 22 mila euro e se non si interviene su questi fattori, per le nostre aziende non esiste futuro. Occorre recuperare efficienza nella produzione e nella movimentazione delle merci e rilanciare lo sviluppo dei nostri distretti secondo i principi di sostenibilità ambientale. Qualità, produttività, efficienza del sistema e valorizzazione del made in Italy sono le strategie vincenti. Alle istituzioni chiediamo incentivi per le reti d’impresa e leggi di sostegno per l’innovazione, la formazione, i consorzi, l’internazionalizzazione”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2010 alle 12:11 sul giornale del 29 ottobre 2010 - 447 letture

In questo articolo si parla di economia, cna

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