Ecosistema 2010: il 99% dei comuni marchigiani a rischio frane e alluvioni

ecosistema rischio 2010 2' di lettura 25/10/2010 -

"Ecosistema Rischio 2010" è il nome della campagna curata da Legambiente e dalla Protezione Civile per monitorare lo stato di salute dei Comuni marchigiani a rischio idrogeologico.



La campagna affronta in realtà diversi temi e diverse questioni. Per quanto riguarda la Regione Marche, i Comuni presi in esame sono stati ben 236, il 99% del totale. Un dato che fa riflettere e che mette in luce la vulnerabilità del territorio regionale. Un bacino di 185mila persone "quotidianamente esposte a pericolo", calcola la stessa Legambiente. Di questi 236 Comuni, l'83% ha abitazioni in aree a rischio frana o in prossimità di alvei fluviali. Il 38% possiede interi quartieri in zone ad alto rischio, mentre il 63% dei Comuni ha edificato aree e fabbricati industriali in tali zone.

Il rapporto di "Ecosistema Rischio 2010" è il risultato di un questionario inviato alle Amministrazioni Comunali, chiamate a rispondere sulle misure messe in atto per tutelare e prevenire le situazioni di difficoltà e di disagio in caso di alluvioni, terremoti ed eventi climatici di grandi portate. Non solo: la campagna di Legambiente, curata da "Operazione Fiumi" prende in esame anche il consumo di suolo, le abitazioni ed i quartieri esposti ai rischi e il recepimento delle normative nazionali in materia di urbanistica.

Il Comune "virtuoso", secondo il rapporto di Legambiente e della Protezione Civile, è quello di Senigallia, con un punteggio di 9,5. Il rapporto evidenzia le opere per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua e la non edificazione nelle aree più esposte ai rischi idrogeologici (frane o alluvioni). Inoltre, secondo i dati di "Ecosistema Rischio", il Comune ha approntato anche una rete informativa della Protezione Civile a favore dei cittadini.

Maglia nera, invece, per il Comune di Falconara, senza un sistema locale di Protezione Civile e con interventi di delocalizzazione di aree "sensibili" assenti.

"Fragilità del territorio ed urbanizzazione vanno di pari passo - spiega Maurizio Ferretti, direttore del Centro Funzionale Regionale della Protezione Civile - ecco perchè mai come ora diventa di capitale importanza la prevenzione. La Regione Marche ha 140 stazione che forniscono dati in tempi reali, e questo agevola gli interventi immediati. Senza prevenzione, la capacità di risposta non basta".

Sul consumo di suolo torna anche Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche. "Le grandi opere dissipano una quantità di suolo che potrebbe essere impiegata per la green economy, modello culturale ed economico del futuro prossimo. Con interventi mirati è possibile generare economia diffusa ed innovazione".








Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2010 alle 17:47 sul giornale del 26 ottobre 2010 - 831 letture

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