Unioncamere: industria, la produzione cresce dello 0.7% nel primo trimestre

economia 4' di lettura 12/10/2010 -

Industria manifatturiera marchigiana in risalita. Nel secondo trimestre del 2010, secondo “Giuria della congiuntura”, l’indagine periodica dei Unioncamere Marche, per la prima volta, dopo due anni di continua discesa, la produzione è tornata a salire (+0,7 per cento) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.



In crescita anche il fatturato (+0,8), gli ordinativi (+1,0) e le esportazioni (+2,5). Continua invece a soffrire, secondo i dati del Centro Studi Unioncamere, l’artigianato che è ancora in fase recessiva (-1,5 per cento il calo produttivo, -1,6 gli ordinativi e –0,8 per cento il fatturato mentre solo l’export registra un timido +0,7)). “Dalla nostra indagine” sostiene il presidente regionale Unioncamere Alberto Drudi “emerge che le aziende marchigiane, fronteggiando la situazione di crisi con una pronta riorganizzazione produttiva e commerciale, hanno compreso di poter essere in grado di affrontare i nuovi scenari economici, che richiedono una ricerca costante di miglioramento della qualità del prodotto, da sempre punto di forza del nostro sistema manifatturiero”. Fondamentale, secondo la rilevazione del Centro Studi Unioncamere, è il rilancio delle esportazioni.

Nelle Marche le imprese esportatrici sono infatti il 21,2 per cento mentre il contributo dell’export sul fatturato totale è del 32,8 per cento. Anche le imprese artigiane stanno consolidando la loro presenza all’estero con il 12 per cento di imprese esportatrici ed una quota di fatturato derivante dalle vendite all’estero, pari al 20,3 per cento. Guardando ai singoli settori manifatturieri, dall’indagine Unioncamere emerge che è ancora il tessile abbigliamento a soffrire di più, con un calo della produzione del 7 per cento, del fatturato del 4,7 e degli ordinativi del 3,6 per cento. In calo anche produzione (-2,3 per cento) e fatturato (-1,5) delle industrie alimentari che registrano comunque una lieve ripresa (+0,5) degli ordinativi. Più o meno stabili o in leggera ripresa gli altri settori, con l’exploit produttivo delle macchine elettriche ed elettroniche (+8,1) che registrano anche un incremento degli ordinativi del 9 per cento a cui non corrisponde, però, una analoga crescita del fatturato che si muove solo dello 0,7 per cento. Questo perché, pur di non perdere commesse, le imprese marchigiane hanno contenuto i prezzi che sono cresciuti appena dello 0,2 per cento sul mercato interno e dello 0,7 per cento su quello estero mentre le imprese artigiane hanno addirittura diminuito i prezzi sul mercato interno dello 0,1 per cento, aumentando quelli esteri della stessa percentuale.

I dati migliori, secondo l’Unioncamere, sono quelli delle imprese oltre i 50 dipendenti che fanno registrare percentuali di crescita di produzione, fatturato ed ordinativi superiori all’1 per cento mentre le aziende tra 10 e 50 addetti crescono meno e quelle con meno di 10 dipendenti vedono una contrazione di produzione ed ordinativi intorno al 2 per cento e del fatturato dell’1 per cento. Analizzando i territori provinciali, si ha che il sistema produttivo anconetano ha margini di crescita del 2 per cento mentre si attesta sopra l’1 per cento anche Ascoli Piceno. In lieve aumento i dati di Macerata e stabili le imprese di Fermo mentre Pesaro paga la crisi del tessile e le difficoltà di mobile e cantieristica e lamenta un calo produttivo dello 0,9 per cento e del fatturato dello 0,7 per cento. Secondo la “Giuria della congiuntura”, infine, si ha che le imprese che dichiarano di avere un sito web sono ormai il 43 per cento e il 37,4 per cento di quelle artigiane. Si tratta di numeri importanti ma che, secondo Drudi “dovrebbero crescere ancora, perché anche attraverso l’informatizzazione e la promozione su Internet, passa la competitività del nostro sistema produttivo, specialmente sui mercati internazionali”. Ultimo elemento preso in considerazione dal Centro Studi Unioncamere è stata la Cassa integrazione, che ha registrato un ulteriore aumento degli interventi. Complessivi da 7,4 a 8,5 milioni di euro, a dimostrazione che gli effetti della crisi condizionano ancora la situazione occupazionale. In particolare ad aumentare è stata la cassa integrazione straordinaria in deroga (da 2,4 a 3,5 milioni di ore) e straordinaria (da 2,2 a 3,2 milioni di ore) mentre gli interventi in gestione ordinaria sono scesi da 2,7 a1,7 milioni di ore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2010 alle 12:49 sul giornale del 13 ottobre 2010 - 562 letture

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