Ancona: impianti sportivi, ridurre i costi per reinvestire

seminario coni 3' di lettura 09/10/2010 -

Risparmiare per reinvestire. Non solo è possibile, ma è anche una via necessaria per uscire dalla morsa della congiuntura economica e dai vincoli del patto di stabilità che rischiano di mortificare i finanziamenti in opere pubbliche degli Enti locali.



Il seminario organizzato in mattinata dal Coni regionale in collaborazione con importanti partner (Scuola regionale dello sport, Università Politecnica delle Marche, Regione, Anci, U.P.I., Confindustria Marche e Istituto di Credito Sportivo) ha affrontato una tematica in grande sviluppo e dalle molteplici ripercussioni, sulla quale devono convergere gli sforzi di più attori. “Non intendiamo proporre o sponsorizzare dei modelli – ha spiegato l’introduzione il presidente Coni Fabio Sturani – ma sollecitare uno sforzo comune attorno ad un elemento di grande socialità come lo sport. Le tecnologie più moderne ci aiutano a sostenere la qualità urbana e se gli impianti di nuova progettazione (seppur pochi viste le difficoltà finanziarie attuali) sono già indirizzati in questo senso, ciò che preme è la riqualificazione del patrimonio esistente. Nel 90% dei casi, le strutture sono di proprietà delle Istituzioni e nella maggior parte dei casi sono gestite da società sportive: di qui l’importanza di una stretta collaborazione tra Enti e privati. Idee e progetti non mancano, ma scarseggiano le risorse. La proposta del Coni, già disponibile per consulenze gratuite e per la formazione, è di attivare una cabina di regia regionale che comprenda tutte le entità coinvolte e possa spronare un impegno concreto: ridurre i costi energetici, significa tutelare l’ambiente, il territorio, e risparmiare fondi da reimpiegare nella riorganizzazione dello sport, specie a livello giovanile”. Una linea pienamente condivisa da Regione e Provincia.

“La regolamentazione introdotta alla fine di settembre a seguito di una complessa concertazione – ha detto l’assessore Sandro Donati – ha consentito di avviare la green economy, che è uno dei pilastri della politica regionale. I numeri e la qualità dicono che c’è già una cultura dello sport e del risparmio, ma l’eccellenza deve diventare prassi”. “La fase che stiamo vivendo – ha aggiunto l’assessore provinciale Eliana Maiolini – esige delle risposte in termini di sostenibilità ambientale e finanziaria che possono essere fornite solo tramite sinergie fra Enti; arrivare ad un piano regolatore dello sport è un iter lungo, ma alla mappatura degli impianti regionali siamo prossimi ed è indispensabile trovare anche dei meccanismi che evitino di pesare sul patto di stabilità”. La voce dell’Anci è stata portata dal Sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo, che ha sottolineato fra l’altro come quella del “fotovoltaico sia un’opportunità da mettere subito a regime, aprendo un ragionamento forte con i soggetti privati”. In tal senso, significativa la presenza dell’ing. Mccini della sezioni impiantisti di “Confindustria”, che ha confermato che le aziende operanti in questo campo si stanno specializzando sempre più su servizi e manutenzioni, le cosiddette “energy service company” capaci di seguire l’intero ciclo. Il prof. Fabio Polonara del dipartimento energetica dell’Univpm ha poi introdotto quattro casi concreti e il dibattito sulle politiche di incentivazione, spiegando che “l’integrazione fra energie rinnovabili e impianti sportivi ha una forte valenza dimostrativa e simbolica su temi di vita collettiva, oltre che essere una leva preziosa per uscire da una delle crisi più gravi dei tempi moderni”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2010 alle 19:41 sul giornale del 11 ottobre 2010 - 568 letture

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