Evros 2010: l'impegno della protezione civile marchigiana in Europa

protezione civile 3' di lettura 06/10/2010 -

Scenario, modello d’intervento, strutture operative, soccorso sanitario, comunicazioni e forze messe in campo sono stati gli argomenti trattati durante l’incontro odierno avvenuto presso la sede della giunta regionale (Palazzo Li Madou) con i rappresentati della protezione civile delle Marche, Grecia, Bulgaria e Regno Unito. Una giornata di confronto che rientra nell’ambito del progetto europeo Evros 2010 che ha previsto un’esercitazione realizzata lo scorso mese di maggio sul territorio greco, con l’intervento anche di una squadra di tecnici marchigiani e unità sanitarie del 118 di Ancona.



Presenti, tra gli altri, il direttore del Centro funzionale multirischi della Regione Marche Maurizio Ferretti, il funzionario della prefettura greca Christos Papapostolou, i rappresentanti del ministero dell’Interno bulgaro Petya Yordanova e dei vigili del fuoco inglese della Contea di Northumberland, Mark Mc Carty. Le delegazioni straniere hanno voluto effettuare questo momento di riflessione con la protezione civile regionale, fiore all’occhiello a livello nazionale, per analizzare aspetti operativi dell’esercitazione effettuata e che ha interessato il bacino del fiume Evros con un’estensione di 53 mila chilometri quadrati e un corso fluviale di 530 chilometri. Infatti, lo scenario configurato era l’esondazione del fiume, con recupero di dispersi, evacuazione di un villaggio, interruzione della rete ferroviaria e stradale, sversamenti di sostanze tossiche e rischio di inquinamento delle acque potabili. Gli obiettivi da conseguire spaziavano dalla sperimentazione degli aiuti europei alla gestione del sistema di allertamento della protezione civile, al coordinamento delle Prefetture di confine (greche, turche, bulgare).

“Il progetto Evros 2010 – ha sottolineato Ferretti – sviluppa un modello d’intervento ben strutturato all’interno di un sistema europeo di protezione civile. Abbiamo partecipato al progetto con le nostre professionalità, in particolare con la nostra struttura sanitaria da campo, vero punto d’eccellenza della protezione civile”. “Il sistema greco di protezione civile – ha detto Papapostolou – è simile a quello italiano con le varie fasi di allertamento, allarme e intervento. L’esercitazione realizzata ci ha fatto imparare tante cose e ci ha dato l’occasione per uno scambio di esperienze e informazioni su particolari aspetti tecnici da svolgere durante le emergenze”. Anche la Yordanova ha espresso soddisfazione per le attività effettuate dalle squadre, soprattutto quelle bulgare, con ”25 soccorritori altamente specializzati. La nostra protezione civile – ha evidenziato – nasce nel 1936 e attualmente è incardinata nel ministero dell’Interno. I nostri uomini hanno partecipato a molteplici emergenze internazionali e utilizzano mezzi tecnologicamente avanzati. La struttura ha un centro di coordinamento e dispone di una sala operativa aperta 24 ore su 24 , utilizza due satelliti in grado di monitorare gli incendi boschivi e siamo fieri di un centro di addestramento speciale in grado di formare i soccorritori”.

“La Contea di Northumberland - ha precisato invece Mc Carty - dispone di 17 caserme di vigili del fuoco con 380 persone in tutto e di queste 140 sono dislocate nel sud della Contea. Disponiamo di 24 mezzi altamente operativi e in caso di esondazioni dei fiumi disponiamo di una squadra di soccorso rapido in acqua con 60 persone specializzate”. Dopo l’incontro di oggi ne seguirà un altro in Inghilterra e una conferenza finale a Sofia il prossimo mese di novembre.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2010 alle 20:02 sul giornale del 07 ottobre 2010 - 939 letture

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