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Ancona: è in partenza una carovana piena di solidarietà per la Palestina

2' di lettura 23/09/2010 -

Giovedì 23 settembre si è imbarcata dal porto di Ancona 'Viva Palestina5 - A global lifeline to Gaza' il convoglio internazionale di aiuti umanitari per rompere l'assedio della striscia di Gaza

 



Il convoglio partito da Ancona, per il secondo anno consecutivo, e alla quinta missione europea, era in viaggio dal 18 settembre. Partito da Londra si è diretto poi a Parigi, a Lione e giovedì è arrivato ad Ancona. Da qui proseguirà per la Grecia, poi per la Turchia, la Siri, dove incontrerà altri convogli provenienti da Casablanca e da Doha. L'arrivo sulla striscia di Gaza è previsto per il 10 ottobre.

In Italia al convoglio europeo si uniranno altri 7 veicoli, ambulanze ed auto mediche, 15 attivisti fra cui un ragazzo marchigiano di 29 anni.

Le carovane si propongono 3 obiettivi fondamentali:
- rompere l'assedio che continua nonostante le dichiarazioni israeliane di alleggerimento dell'embargo;

- rispondere in maniera pacifica all'attacco in acque internazionali contro le navi della Freedom Flotilla e al massacro delle forze israeliane contro gli attivisti turchi, del 31 maggio 2010, a bordo delle navi Mavi Marmara;

- portare alla popolazione della striscia di Gaza, distrutta da un embargo iniziato nel 2001, un' ingente quantità di aiuti.

La regione Marche è riuscita a raccogliere una somma superiore ad € 5.000 grazie ad associazioni e privati. 1.500 di questi saranno utilizzati per le spese di viaggio, gli altri sono stati investiti soprattutto nell'acquisto di medicinali.

'Vogliamo assicurare ai palestinesi almeno la soglia dalla quale poter continuare a raccontare la loro storia - afferma AlfredoTradardi, coordinatore della carovana 'Viva Palestina5', che continua - la loro storia è riassumibile in quattro parole: politicidio, sociocidio, memoricidio, genocidio, ancora in corso a Gaza. Questo convoglio è in difesa dei Palestinesi e della nostra dignità".

"Venerdì è il 'Clandestino Day' e in questa occasione il tema della Palestina, della striscia di Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del mondo - dice Valentina Giuliodori, che prosegue - non vogliamo che chi arrivi dalla Palestina sia rimandato indietro e che quindi non venga accolta le loro richieste di rifugiati politici".








Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2010 alle 15:18 sul giornale del 24 settembre 2010 - 639 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiara bruglia

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