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Welfare: 47 organizzazioni del terzo settore contro l’indifferenza nei confronti dei deboli

2' di lettura 18/09/2010 -

47 organizzazioni del terzo settore marchigiano hanno promosso un appello nel quale portano all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica i problemi che il sistema di welfare si trova ad affrontare. Il documento è un vero e proprio grido d’allarme da parte di realtà associative che sono quotidianamente a contatto con situazioni di difficoltà, disagio, emarginazione.



Le associazioni manifestano preoccupazione in particolare per il clima che si respira. “Un clima di insofferenza e di fastidio rispetto ai bisogni delle persone. Un clima pesantissimo nei confronti del diverso; insofferenza rispetto alle esigenze di chi ha bisogno di interventi e servizi”. I firmatari ricordano che ci si trova davanti a problemi complessi che “richiedono risposte che non sono a costo zero. Ma chiedono anche volontà, passioni, energie, intelligenze per cercare nuove soluzioni. Volontà, passioni, energie che facciamo sempre più fatica a rintracciare. Troviamo invece sempre più indifferenza, insofferenza e fastidio.

Sempre meno ci si trova davanti ad una ricerca “del come” fare fronte alle situazioni; sempre più evidente traspare il messaggio: il problema è il tuo e della tua famiglia, cercate le soluzioni. Questo può valere per persone che perdono la casa, che sono senza redditi, che non sono più in grado di farsi carico del peso dell’assistenza”. Continuano appellandosi alla necessità di “uno scatto di coraggio, di orgoglio e di fiducia. Uno scatto che riguarda tutti. Che riguarda in primo luogo le istituzioni. Luoghi che i cittadini tutti devono sentire come vicini, disponibili, attenti nella ricerca delle risposte. Luoghi nei quali si respira nitidamente la prospettiva del bene comune”.

La seconda parte del documento si occupa dei problemi della regione Marche richiamando l’irrinunciabilità di autentiche politiche sociali. “Politiche che mettano al centro in maniera inderogabile le esigenze delle persone più deboli e più fragili.

Operare in difesa del welfare significa, dunque, lavorare in una logica non corporativistica, settoriale, o peggio ancora clientelare, ma operare politiche sociali (salute, lavoro, assistenza, casa, mobilità, ecc…) a tutela di tutti i cittadini ed in particolare di quelli più in difficoltà”. Si chiede quindi alla regione Marche “di farsi promotrice di un patto tra i soggetti istituzionali, capace di non sacrificare l’area dei servizi, quei servizi dei quali molti cittadini hanno necessità per vivere”.

Il documento si conclude chiedendo una assunzione di responsabilità “che non abbia timore di mettere al centro delle politiche i soggetti più in difficoltà. Fare questo oggi è fuori moda e sembra portare pochi consensi. Si tratta di avere il coraggio delle scelte; scelte chiare e trasparenti che abbiano come orizzonte le esigenze di chi da solo non può farcela”.


   

da Gruppo Solidarietà




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-09-2010 alle 17:25 sul giornale del 20 settembre 2010 - 666 letture

In questo articolo si parla di politica, Gruppo Solidarietà

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