Fano: Lupus in Fabula, polemica sulla gestione degli spazi ai ciclisti

La Lupus in Fabula| 2' di lettura 24/08/2010 -

In una città evoluta, con un traffico ben organizzato riservare al solo transito pedonale la piazza e la via più commerciale del centro storico non scandalizzerebbe nessuno. Ma a Fano, dove regna caos e anarchia, dove l’unica ZTL è percorsa ad ogni ora da decine di mezzi non autorizzati, dove qualche migliaio di invalidi parcheggia ovunque, dove gli orari di scarico e scarico sono estremamente ampi e spesso non rispettati, vietare il Corso al transito delle biciclette è solo una provocazione.



Ci deve essere un ordine di priorità nelle cose: chi ha fatto questa proposta vede la pagliuzza e non la trave. Ma dopo i tentativi dell’ultima giunta di centro-sinistra di dare a Fano una gestione moderna dei flussi di traffico, negli ultimi 7 anni non è stato fatto assolutamente nulla per ridurre la circolazione dei mezzi a motore e per ampliare le zone pedonali o a traffico limitato: solo parcheggi e rotatorie e piccoli interventi tampone.

Le priorità quindi sono: Chiusura al traffico automobilistico (esclusi i residenti) di tutto il Centro Storico e la contemporanea introduzione dei varchi elettronici (vedi Pesaro) per un controllo puntuale, corretto e continuativo sugli accessi; Creazione di vere “zone 30”, aree in cui i pedoni ed i ciclisti godono di particolare tutela.

Messa in sicurezza ed a norma delle poche piste ciclabili esistenti; Approvazione di un piano esecutivo di Rete Urbana di Piste Ciclabili da realizzarsi a stralci con impegni di spesa annuali; Parcheggi per biciclette (anche coperti) e un servizio di pubblico di bike-sharing; Bus navetta tra le zone pedonali ed i parcheggi scambiatori Revisione del PUT, per creare spazio a nuovi marciapiedi e percorsi ciclabili protetti, ma anche per adeguarlo alla nuova viabilità che sarà data dalle nuove urbanizzazioni e dalle opere complementari alla terza corsia autostradale.Le biciclette sono un mezzo di trasporto ecologico, occupano poco spazio, favoriscono il benessere fisico e soprattutto non ammazzano nessuno. Devono rispettare le norme come gli altri veicoli, ma guai a disincentivarne l’uso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-08-2010 alle 11:27 sul giornale del 25 agosto 2010 - 1582 letture

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