counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > POLITICA
articolo

Jesi, crisi di governo: ora parla Cingolani, 'Non mi sento fuori dalla maggioranza'

2' di lettura
1014

paolo cingolani

Dopo le parole del sindaco Belcecchi e le accuse del segretario provinciale del Pd Lodolini, ora la parola passa ad un altro protagonista della situazione politica cittadina: il presidente del Consiglio Comunale Paolo Cingolani.

Cingolani, col suo no alla manovra di riequilibrio finanziario, ha ufficialmente aperto la crisi di governo per l'amministrazione Belcecchi. Una decisione che, secondo il Partito Democratico, ha ufficialmente escluso l'Italia dei Valori dalla lista delle forze di maggioranza ma che secondo il presidente del Consiglio Cingolani va interpretata sotto tutt'altro aspetto.

"Non mi sento affatto fuori dalla maggioranza. Assieme all'Italia dei Valori ho approvato e sostenuto il bilancio preventivo e questo è un chiaro segnale di come mi senta all'interno di questa maggioranza. Sono loro che mi credono escluso. Sono stato votato e sono stato eletto, le scelte che faccio in consiglio comunale sono coerenti e frutto di un riflessione." Sul tavolo della discussione c'è appunto la manovra di riequilibrio proposta dalla maggioranza ma bocciata da Cingolani. "Come ho sempre detto e come continuerò a sostenere, la manovra prevista era insufficiente. Se approvata sarebbe stato necessario programmarne un'altra. La mia idea, che il sindaco conosce bene, è quella di una manovra di riequilibrio unica, da due milioni di euro. Scelte coraggiose che vanno fatte, specialmente in questo momento. Ecco spiegato il mio no, una decisione coerente e responsabile."

E a chi lo definisce irresponsabile, Cingolani non le manda a dire. "Il problema del Pd è la mancanza di una linea. I vertici regionali del partito devono al più decidere che fare a Jesi, come muoversi. In Consiglio Comunale sono troppo presi a pensare alla maggioranza politica e non alla maggioranza consiliare, ecco perché sulla questione della Sadam sono andati sotto nella votazione per 17 a 12. La decisione di arrivare a questa situazione è maturata anche da qui. Una maggioranza sempre instabile che ha perso 5 consiglieri da inizio mandato. Ora ci sono tre settimane di tempo per prendere delle decisioni, un tempo sufficiente. Lodolini? Troppo politichese."


Ed infine Cingolani risponde a chi vorrebbe le sue dimissioni "La mia elezione a Presidente del Consiglio è arrivata dopo la terza votazione consiliare. Non si tratta di una preferenza espressa alle urne. Io devo rispondere ai miei elettori. Se mi dovessi ricandidare e non prendere nessun voto, allora me ne starei a casa. Lasciare la presidenza? Solo se si riscontrano delle irregolarità o parzialità nel mio operato."



paolo cingolani

Questo è un articolo pubblicato il 28-05-2010 alle 18:51 sul giornale del 29 maggio 2010 - 1014 letture